lunedì 29 dicembre 2008

Vi piace o presepe ? .... di Don Attilio a Bergamo?

No, questo non è quello allestito nella chiesa di Santa Lucia, a Bergamo, è solo uno dei tanti presepi in vendita in questo periodo nei negozi equosolidali ( questo è ripreso nel negozio di via De Tillier ad Aosta) e, come di rigore, espone Gesù Bambino nella sua culla di paglia dove, il rito vuole venga posto, alla vigilia di Natale. Già, il rito, la tradizione, forse hanno reso questo gesto scontato. Gesù Bambino arriva, come ogni anno come i doni, l'albero, la tombola ed i chili di cibo ingurgitato.
Don Attilio, parroco della chiesa di Santa Lucia di Bergamo, questo Natale, ha deciso di non ripetere pigramente il gesto ed ha lasciato vuota la culla. e nella sua omelia, pubblicata da L'Eco di Bergamo, spiega così la sua scelta:
È la strada dell’Amore quella che il Dio che si fa Carne indica ad ogni uomo e ad ogni donna; e l’Amore non lascia mai fuori nessuno – anche se sceglie - non emargina, non rifiuta di accogliere, non dice di non avere tempo, non inventa scuse, non si nasconde dietro la paura del diverso da me. È per questo motivo che il nostro presepio quest’anno avrà la culla vuota: «Venne tra i suoi, e i suoi non lo riconobbero». È una provocazione per interrogare la nostra vita. Oggi è Natale, ma è davvero Natale per il mio cuore? Posso dire di essere capace di accogliere quel Bambino che viene dentro la povertà di una grotta, se non sono capace di accogliere ogni giorno chi bussa alla porta del mio cuore? La culla rimane vuota, per sottolineare la nostra responsabilità verso il mondo,il mondo che è nella guerra delle armi e il mondo che è nella guerra del benessere sprecone: nessuno può chiamarsi fuori, perché altrimenti paradossalmente Dio potrebbe rimanere l’eterno assente dalla mia vita nonostante le mie parole e i miei gesti siano imbevuti di religiosità....

Un gesto importante, coraggioso, forte, che ha suscitato non poche reazioni, tra cui quelle ( ben 177) inviate a commento dell'articolo che il 27 dicembre su La Repubblica ne dava notizia.
E voi, cosa ne pensate?

domenica 7 dicembre 2008

La città possibile como su Facebook



Abbiamo conosciuto Elena Trombetta quest'estate, via web, ed abbiamo capito subito che la ragazza non scherza: il suo blog non lascia dubbi in merito.
Quando ci ha suggerito di "mettere" città possibile su Facebook l'abbiamo intrappolata, perché noi del consiglio, Presidente a parte, ma già troppo impegnato, di Web 2.0 siamo praticamente digiuni... " ci daresti una mano?" - le abbiamo chiesto - ".. per Facebook non ho mai fatto un gruppo... ci guardo dentro ..." - ci ha risposto.
Oggi ci ha presentato il suo regalo.
Eccolo qui!

Non trovate anche voi che Elena sia stata bravissima?

Calderoli vs. Tettamanzi, Tettamanzi vs. Calderoli

Moschee, Calderoli attacca Tettamanzi
"Ultimo baluardo del cattocomunismo"

Durissimo il commento del ministro alle parole dell' arcivescovo di Milano sul bisogno di "luoghi di preghiera" nei quartieri per chi appartiene a religioni diverse da quella cristiana, in particolare all'Islam.

Moschee, Tettamanzi attacca Calderoli
"Ultimo baluardo dell'ignoranza"
Durissimo il commento dell' arcivescovo di Milano alle parole del ministro sul fatto che "il comunismo sconfitto dalla storia ritrova bandiere ideologiche proprio tra uomini di Chiesa". Il cappello d'asino è scomparso da tempo ma forse è ora che ritorni, chiude il prelato milanese.

mercoledì 26 novembre 2008

A chi fa gola l'ex scuola all'aperto di Via Binda?



Troppo spesso ce lo dimentichiamo, ma noi, cittadini di Como, siamo titolari di un patrimonio di tutto rispetto. E' probabile che ce ne dimentichiamo perché non ci è chiaro il suo ammontare, non conosciamo quali siano i beni di nostra proprietà né dove siano ubicati: ne abbiamo insomma un'idea vaga e, purtroppo , coloro che abbiamo chiamato ad amministrarli non ci aiutano a sollevare la nebbia in cui sono avvolti, quando basterebbe un click su un data base e tutto il patrimonio immobiliare del Comune potrebbe apparire in chiaro, con schede dedicate in modo tale da averne un quadro preciso. Non è in fondo quanto ci aspettiamo da un buon padre(una buona madre) di famiglia? Come altrimenti gestirlo al meglio se tutto non è a disposizione del giudizio di ognuno? In che stato versa questo patrimonio, a quanto sono locati i beni ed a chi? come procedono le manutenzioni ordinarie e straordinarie? senza troppa fatica, un cittadino che ne avesse l'uggia, dovrebbe poter consultare tale elenco e farsi subito un'idea di come il suo patrimonio viene amministrato, e controllare ad esempio che non ci siano locazioni a prezzi di favore agli amici degli amici od altre cose poco chiare.

Questo data base permetterebbe anche di capire meglio le scelte dell'amministrazione quando decide di alienare un bene, di capire quando insomma decide di alienare tanto per far cassa o per altri disegni, o invece perché la gestione di tale bene è diventata insostenibile. Ora il governo Berlusconi ha inserito nel D.L. 25 GIUGNO 2008, N. 112, l'articolo 58 (Ricognizione e valorizzazione del patrimonio immobiliare di regioni, comuni ed altri enti locali) un articolo che dà il via ad un preoccupante piano delle alienazioni immobiliari di proprietà dei vari enti locali. Ogni comune , sulla base e nei limiti della documentazione esistente presso i propri archivi e uffici (sob, sob, sob! in quale stato versa tale documentazione?) individua i singoli beni immobili non strumentali all'esercizio delle proprie funzioni istituzionali, che, inseriti nel piano di dismissioni, diventano patrimonio disponibile. Il che è preoccupante perché molti comuni non hanno ancora redatto il loro PGT e non si capisce quindi come possano procedere all'alienazione di determinati immobili prima di aver ad esempio redatto il proprio Piano dei Servizi. Il tutto mentre da più parti cominciano a sollevarsi dubbi sulla legittimità costituzionale della disposizione.

Ma torniamo a Como. Cosa bolle nella pentola della nostra amministrazione? A saperlo! Voci di corridoio vorrebbero che la Giunta Bruni abbia dato avvio ad una prima ricognizione di alcuni beni suscettibili di finire in tale elenco. Si sa da notizie di stampa, che il Comune ha difficoltà a reperire i fondi anche per l'ordinaria amministrazione( semafori e pensiline rotte ecc, ecc,) non paiono quindi prive di fondamento le voci che parlano di un elenco di almeno 5 beni pronti ad essere venduti. Uno di questi parrebbe essere l'ex scuola all'aperto di Via Binda. Forse non la conoscete ed è un peccato perché merita la nostra attenzione.

Eccone brevemente e per sommi capi la storia. Correva l'anno 1925 quando il comune di Como acquistava con atto n. 11927 rogitato presso il notaio Gaetano Maspero, dai Sigg Arturo ed Ettore Pozzi alcuni appezzamenti di terreno ai mappali 1010-2308-2871- del comune di Como, per una superficie complessiva di 4290 metri quadri, in località Garzola Inferiore , con lo scopo di costruirvi una "scuola all'aperto" per bambini e ragazzi con problemi di salute.Il luogo era particolarmente idoneo ad una scuola all'aperto perché posta sotto la collina di Brunate, in posizione solatia, lontana quanto basta dalla città ed immersa nel verde. Fu quindi costruito un edificio principale e la scuola iniziò la sua attività. Verso la fine degli anni 50 fu costruito un secondo corpo più ampio, ed un'abitazione per il custode. Con gli anni la città è cresciuta e la scuola si è trovata via via circondata da ville e abitazioni, ma ha mantenuto intatto il suo parco; da una quindicina d'anni non è più utilizzata come scuola ed è stata data in affitto ad un'associazione di Boy Scout.

Perché venderla? Se l'attuale giunta non sa prevederle un futuro diverso da quello che le verrebbe dato da un privato che la vede, anche grazie all'aumento di edificabilità di cui potrà godere, come un ghiotto boccone per un'ottima speculazione immobiliare, siamo capaci noi proprietari di questo bene di trovare una soluzione meno scontata ed immaginare per lei una seconda vita di cui andare fieri? Se volete andare a vedere dov'é e come sta (benissimo!) approfittatene per fare una passeggiata lungo la scalinata che la costeggia, quella che da Via Binda, angolo via Gorizia porta alla Strada per Brunate.

Eccovi intanto qui alcune foto e la mappa per trovarla.

Risorse:
Al vaglio cinque immobili. La Città Possibile: «Ma non alienate via Binda»
Logo Acrobat: indica che il documento è in formato PDF La Provincia 2.12.2008

martedì 25 novembre 2008

Como non ama ciclisti e pedoni - È ultima tra le città lombarde

Como non ama ciclisti e pedoni - È ultima tra le città lombarde
Verde, piste per le due ruote, zone a traffico limitato: 70° posto in Italia
La Provincia 24 novembre 2008
Como? È nemica dei ciclisti e dei pedoni. Almeno stando alla classifica sulla «pedonalità» e «ciclabilità» dei comuni italiani pubblicata ieri dal «Sole 24 Ore», che riserva alla nostra città un poco onorevole settantesimo posto su 103 capoluoghi. Como si ferma a quota 18 punti (il punteggio massimo è 100) e fa registrare il risultato peggiore tra le città lombarde, insieme a Bergamo. Lontana anni luce da Mantova, che guadagna addirittura la prima posizione a livello nazionale, Como viene superata nettamente anche da Cremona (quinta), Sondrio (13ª), Pavia e Lodi (diciottesime), Brescia (23ª). Davanti a Como figurano pure Milano (52ª), Varese (66ª) e Lecco (68ª) e il dato comasco è anche ben al di sotto della media nazionale (34 punti). L’indice usato per stilare la graduatoria è stato ottenuto considerando alcuni indicatori contenuti nella ricerca «Ecosistema Urbano», effettuata da Legambiente sulla base dei dati 2007 forniti dai Comuni. In particolare, sono stati presi in esame i parametri relativi a isole pedonali, piste ciclabili, zone a traffico limitato e verde urbano fruibile. Per ogni indice è stato assegnato un punteggio, che ha poi avuto un peso diverso nel determinare il risultato complessivo.
Le brutte sorprese per Como arrivano in primo luogo dai metri quadrati di verde a disposizione di ogni abitante: in media sono solo 4,97 e la nostra città si piazza all’ultimo posto in Lombardia (68ª a livello italiano). Pessime notizie anche sul fronte delle piste ciclabili: Como è 65ª (con 1,70 metri a cittadino) e solo nona in regione.
E adesso cosa dirà la gioiosa macchina da guerra della comunicazione di Palazzo Cernezzi? E il mitico Ufficio Biciclette?

lunedì 24 novembre 2008

Smog, la città fa ammalare - Corriere della Sera

Smog, la città fa ammalare - Corriere della Sera

giovedì 20 novembre 2008

"Le classi ponte? Sono inutili" Così spiegano i linguisti.

"Le classi ponte? Sono inutili" Così lo spiegano i linguisti - Scuola
di SALVO INTRAVAIA

I linguisti italiani bocciano le classi-ponte. Attraverso una dettagliata relazione, ben quattro società linguistiche nazionali bollano come "non chiara", "poco perspicua" e "inefficace" la mozione proposta dal parlamentare della Lega Nord, Roberto Cota, e da altri 26 deputati della maggioranza, sulle classi di "inserimento" per gli alunni stranieri. L'elenco delle critiche al metodo e alle soluzioni proposte dalla mozione-Cota è lunghissimo e non lascia scampo a troppi dubbi. "E' opportuno - spiegano gli specialisti della materia - che si continui ad immettere i bambini e gli adolescenti non-italofoni nelle classi normali".

Gli esperti di Sig (Società italiana di glottologia), Sli (Società di linguistica italiana), Aitla (Associazione italiana di linguistica applicata) e Giscel (Gruppo di intervento e studio nel campo dell'educazione linguistica) attraverso un ampio documento smontano pezzo per pezzo quella che a tantissimi sembra un atto di discriminazione nei confronti dei figli degli stranieri. E contro la "discriminazione transitoria positiva", come la chiamano gli stessi estensori della mozione, chiamano in causa i principi della Costituzione italiana e la Convenzione sui diritti dell'infanzia, emanata nel 1989 dalle Nazioni Unite. Ecco i motivi.

La premessa. Il problema "vero" dovrebbe essere quello dell'inserimento "di bambini e adolescenti non-italofoni nelle classi della scuola primaria e secondaria di primo e secondo grado con l'obiettivo di favorirne la massima integrazione scolastica". Secondo le Società scientifiche in questione il problema è posto in termini "non chiari e parzialmente fuorvianti nelle premesse della mozione". Il perché è presto detto. Il documento elaborato da Cota & company parla di "nomadi", "alunni stranieri", alunni con cittadinanza non italiana", "bambini immigrati" (ed altro) come se si trattasse della stessa cosa "oscurando il tratto rilevante che è quello della conoscenza della lingua italiana".

Tra gli oltre 500 mila alunni stranieri presenti nelle scuole italiane, infatti, almeno un terzo è nel nostro Paese e si esprime perfettamente in italiano. Il provvedimento andrebbe indirizzato agli "alunni non-italofoni" che andrebbero distinti per fasce d'età visto che l'apprendimento della lingua dipende in primo luogo dall'età. Ma non solo: gli esperti criticano anche i dati (tasso di promozione e ripetenza) degli alunni stranieri utilizzati per giustificare le classi-ponte che, secondo i linguisti, "abbisognano di essere scorporati e ricanalizzati". La censura non risparmia neppure il cuore del problema: il "diverso grado di alfabetizzazione linguistica" che a loro parere riguarda soltanto le "capacità di scrittura e lettura" anziché "la competenza linguistica" a tutto tondo.

Il metodo. Gli esperti disapprovano la mozione-Cota anche nel metodo, che definiscono "incongruente". Vincolare l'ingresso degli studenti stranieri al superamento di un test viene considerato "inopportuno" perché non si specifica l'obiettivo: "testare la competenza linguistica in italiano o altri tipi di conoscenze"? E in quale lingua andrebbe formulato il Test? Anche la scadenza temporale entro cui superare il test (il 31 dicembre di ogni anno) viene stigmatizzata perché costringerebbe coloro che non superano la prova (o coloro che arrivano in Italia dopo tale data ma hanno le competenze linguistiche richieste) a rimanere in "classi differenziali" per un intero anno. Ma la proposta delle classi-ponte sarebbe, addirittura, "inefficace e inattuabile" in quanto porterebbe alla formazione di classi di "una o due unità". E cosa c'entrano le indicazioni di un "curricolo formativo essenziale" con temi che riguardano l'Educazione civica con le competenze linguistiche?

Le proposte. Dopo avere ampiamente criticato e motivato le stesse critiche alle classi-ponte, gli esperti indicano al governo la via da seguire per una soluzione razionale del problema. "Il riordino della materia è auspicabile partendo dalle esperienze maturate sul campo, generalizzando le buone pratiche ed eliminando errori ed inefficienze". Dalle esperienze condotte da diversi lustri in scuole e università italiane "è emerso che l'acquisizione di una L2 (seconda lingua, ndr) è tanto più facile, rapida, completa quanto più giovane è l'età del soggetto apprendente e quanto più piena è l'immersione nella nuova realtà linguistica e culturale". Occorre, poi, fornire, attraverso corsi di aggiornamento, a tutti gli insegnanti italiani gli adeguati strumenti per affrontare il problema e ricorrere al "sostegno linguistico" (facilitatori linguistici) per alunni e genitori sia in classe sia fuori dall'orario scolastico.

(La Repubblica - 20 novembre 2008)

sabato 15 novembre 2008

GIORNO D'IRA IN SAN FEDELE A COMO

Progetto Memoria e verità 2008-2009 in ricordo delle vittime di stragi e terrorismo- dedicato alla famiglia Mauri Bosio scomparsa nella strage alla stazione di Bologna il 2 agosto 1980.

NodoLibri presenta

Giorno d’Ira
Tragedia in un atto infinito

Cantata per voce narrante, soli, coro e strumenti
Testo Gerardo Monizza
Musica Carlotta Ferrari Valcepina
Canzoni Marco Belcastro

Como Basilica di San Fedele
Giovedì 20 novembre 2008 ore 21 [ingresso dalle 20.30]
[prima rappresentazione]

Una produzione Università Popolare Como. Auser
con Associazione Memoriacondivisa Bari e Como

Sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica
patrocinio
Provincia di Como
Comune di Como
Camera di Commercio di Como
e con
Prefettura di Como
Diocesi di Como
e con la collaborazione
Ministero della Pubblica Istruzione Ufficio Provinciale Scolastico

Solisti: Simona Vergani, Ida Di Vita, Gaia Leoni, Mattia Mulé
Strumentisti: Paolo Valcepina [pianoforte], Maurizio Aliffi e Paolo Camporini [chitarre], Anna Camporini [violoncello], Alessandro Pontiggia e Viola Fai [percussioni]
Voce narrante Fabrizio Nocilla

Coro Hildegard von Bingen
Coro giovanile dell’Istituto Teresa Ciceri di Como

Maestri collaboratori al pianoforte: Deborah Chiantella, Sonia Iaconis, Antonello Rizzella

Direttore Tiziana Fumagalli

Regia Gerardo Monizza e Simona Vergani
Movimenti Maria Pia Roncoroni
Assistente alla regia Andrea Monizza

Audio e luci Fernanda Audio Light Service
La scultura Ares è di Lux Bradanini

Hanno collaborato: Doina Dinu Palade, Claudio Fontana, Roberta Pomoni

In collaborazione con Basilica di San Fedele in Como, Autunno Musicale Como, Teatro Sociale Como e IPSAIC Istituto Pugliese per la Storia dell' Antifascismo dell'Italia Contemporanea

ATTENZIONE. L'ingresso è gratuito ma è necessario prenotare il posto (non numerato) telefonando al numero 031-243113 (fino ad esaurimento dei posti disponibili).

http://www.nodolibri.it

Nodo Snc
Via Volta, 38 - 22100 Como, Italia
Tel: +39031 243113 :: Fax: +39 031 273163
Email: info@nodolibri.it

giovedì 13 novembre 2008

Comitato referendario ^S. Anna ai comaschi e un tetto per tutti^

PACO (progetto per amministrare Como) ha promosso, insieme ad altri consiglieri comunali ed esponenti della società civile, la nascita del Comitato referendario "S. Anna ai comaschi e un tetto per tutti" per l'indizione di due referendum, i cui quesiti sono stati depositati l'1 ottobre 2008 al Comune di Como. Dopo la dichiarazione di ammissibilità dei quesiti la campagna per la raccolta firme è iniziata sabato 18 ottobre 2008.

1° quesito referendario (S. Anna prevalentemente pubblico):Condividi la necessità di un vincolo di destinazione urbanistica all’area occupata dall’attuale Ospedale S. Anna che assicuri, per il futuro, la presenza in tale area di una “cittadella della salute” e che riservi una quota prevalente, comunque non inferiore al 60% del totale, a “Servizi alla persona?

2° quesito referendario (Struttura di accoglienza permanente):Condividi la necessità che il comune di Como si doti e mantenga aperta, per l’intero anno solare, una struttura minima destinata ai “senza fissa dimora”, che consenta il ricovero notturno e l’accesso ai servizi igienici essenziali ?

Città Possibile condivide l'iniziativa. Vi invita ad aderire sottoscrivendo la richiesta di referendum:
  • all’URP (Ufficio Relazioni con il Pubblico) del Comune (entrata via Vittorio Emanuele, piano strada, immediatamente a sinistra);
  • ai tavolini che trovate sulle strade a questo elenco e in queste date.

lunedì 10 novembre 2008

Castagnata 2008: foto.

Le foto della Castagnata 2008 al Ponte dei Bottini sono qui.

Castagnata 2008: clip.

mercoledì 5 novembre 2008

Oggi è un gran giorno

Oggi è un gran giorno: in uno dei momenti più difficili della sua storia, la nazione più potente del mondo ha avuto il coraggio di voltare pagina, affidando il proprio futuro ad una persona giovane, senza una grande famiglia alle spalle, senza capitali propri, che ha fatto quello che sembrava impossibile fino a pochi mesi fa. Battere, nelle primarie democratiche, una persona ricca, influente e donna: Hillary Rodham Clinton. Con il candidato repubblicano, John McCain, non c'è stata storia: troppa differenza di cultura, di preparazione, di approccio alla gente, di rispetto dell'avversario. Il che conferma che il problema razziale, l'effetto Bradley, è nostro, non loro. Il tutto mentre in Italia assistiamo alle prove generali di restaurazione del ventennio: ultrà di destra che irrompono alla Rai, ragazzini sprangati a Piazza Navona nell'indifferenza della Polizia, senatori che parlano dell'antifascismo come di un concetto ^obsoleto^, ripetuti episodi di razzismo, l'insofferenza verso il dissenso, la confessione esibita come un valore discriminante, l'esaltazione dell'appartenenza territoriale, la continua delegittimazione delle istituzioni. Davvero troppa la differenza. Recentemente il CEO di Google ha dichiarato che questa crisi economica, se ben gestista, permetterà in cinque anni di fare quelle riforme che normalmente ne richiederebbero cinquanta. Qualcuno insiste per comprare una casa, anche piccola, negli U.S.A.: comincio a credere che abbia ragione.

martedì 4 novembre 2008

Lettura publica di Gomorra

Sabato 15 novembre 2008 si terrà anche a Como una lettura pubblica di Gomorra, in solidarietà a Roberto Saviano.
Scandire a voce alta, pagina dopo pagina, il libro ha dato vita a una commovente eco collettiva che tiene viva l'attenzione sulle sue denunce. [Il Corriere di Como, 4.11.2008]
L'appuntamento è in piazza Duomo, a Como, dalle ore 14,30. Per iscriversi, inviare una mail a leo.ceglia@cgil.como.it.

mercoledì 29 ottobre 2008

Castagnata rinviata al 9 novembre!

Date le pessime previsioni del tempo, la Castagnata al Ponte dei Bottini è rinviata a Domenica 9 novembre! Programma immutato.

sabato 25 ottobre 2008

Castagnata al Ponte dei Bottini

1 novembre 2008: torna il consueto appuntamento con la Castagnata al Ponte dei Bottini. Tutto il giorno alla radura del Ponte dei Bottini, la festa per un “Parco della valle del Cosia” con polenta e stracchino, caldarroste, vin brulé. La radura del Ponte si trova lungo la “linea del tram” accessibile da Camnago Volta o da Solzago. In collaborazione con Pro Loco Tavernerio, gruppo “Musica Spiccia” e gruppo volontari antincendio Tavernerio. Si raccomandano scarpe grosse e ...

lunedì 20 ottobre 2008

Ghiaccio sulla scuola, Como inclusa.

Non so se Brezzadilago ha scritto Ghiaccio pensando alla mozione, proposta dalla Lega Lombarda ed inserita nel maxiemendamento presentato dal Governo, interamente sostitutivo del disegno di legge di conversione del Decreto legge 1° settembre 2008, n. 137, riguardante l'istituzione, per la scuola dell'obbligo, di classi di inserimento per gli stranieri che non parlano o parlano poco la lingua italiana, di fatto delle classi separate, mozione passata con 265 sì e 246 no.

Non lo so, ma leggendo le notizie riguardanti questa riforma ho provato la stessa sensazione di ghiaccio che la blogger comasca evoca nella sua poesia. Il ghiaccio non si è sciolto, purtroppo, neppure leggendo la "riflessione" scritta da Adria Bartolich e pubblicata dal nuovo quotidiano L'Ordine perché, come non raggelarsi, quando ci dice, quasi a dimostrazione che le classi separate esistono già, che gli alunni stranieri, sarebbero concentrati su tutto il territorio nazionale, in meno di 50 istituti, e che, a Como, la scuola media Parini, ha scelto di concentrare gli stranieri in un corso solo. Alcune sue considerazioni poi, mi hanno ulteriormente gelato, questa, forse più di tutte:

Il modello “tutti gli uguali insieme” nella storia dell’umanità è stato quello più praticato. Ad esso viene spesso contrapposto l’altro, che nella sua ultima declinazione trendy è “la ricchezza delle differenza”. I primo individua chiunque sia al suo esterno come un nemico, il secondo si trasforma in una rissa permanente al suo interno.

Senza speranza, senza scampo, senza scelta, la separazione o la rissa permanente come dato ineludibile, quando invece ci sono esempi virtuosi come documentato da questo post su Affaritaliani.it.

lunedì 13 ottobre 2008

18 ottobre 2008: notte dei senza dimora

A Porta Torre (Como), dalle ore 10.00 fino alla notte, come in molte piazze d’Italia, Sabato 18 ottobre 2008 si dorme per terra. Un gesto fortemente simbolico per avvicinare le persone più in difficoltà e portare su di loro l’attenzione di tutti. L’iniziativa della “Notte” viene proposta in riferimento alla “Giornata mondiale di lotta alla povertà” indetta dall’ONU per il 17 ottobre e nasce nell’ottobre del 2000 a Milano su iniziativa dei giornali di strada “Terre di mezzo” e “Scarp de’ tenis”. Dal 2004 viene organizzata anche nel cuore di Como e rappresenta un forte momento in cui proporre un'iniziativa di promozione sociale e di solidarietà. L’iniziativa ha ottenuto il patrocinio del Comune di Como, assessorato Servizi Sociali e si avvale della collaborazione di Avc-Csv, Associazione del volontariato comasco, Centro servizi per il volontariato.

Programma

Dalle ore 10.00 al Teatro Lucernetta – Un momento di confronto: conferenza per "Open Space - guida ai servizi di accoglienza per le persone in stato di bisogno" realizzata da inMensaMente (coordinamento delle mense di Como, Erba e Cantù). Intervengono: padre Giuseppe Turati che presenterà la realtà delle mense per i poveri nel nostro territorio e illustrerà scopi e vantaggi per operatori e utenti della nuova guida "Open Space" - Rosangela Pifferi racconterà la sua esperienza nei servizi di accoglienza - Massimo Cremonini porterà la sua testimonianza come volontario all'Opera S. Vincenzo di Terni. Il dibattito sarà moderato da Linda Bellunato, volontaria "di lungo corso" a Terre di Mezzo. Rinfresco preparato da Enaip.

Dalle ore 15.30 a Porta Torre – Un momento di informazione e di animazione: Le associazioni della città che si occupano di emarginazione sono presenti con i loro volontari.

Concerto Note senza dimora – Musiche e arti di strada

15.30 Como Lake Rovers (folk band)

16.15 Spettacolo di magia, giocoleria e arte varia del Mago Barnaba

17.15 La banda del villaggio solidale

18.33 (ora del tramonto) Giocoleria di “Lune al Tempio”

Dalle ore 21.00 al Teatro Lucernetta - Un momento di divertimento: proiezione del film Il Ciclone di Leonardo Pieraccioni. Rinfresco preparato da Garabombo

Notte sotto i portici - Un momento di condivisione: dopo il cinema, ognuno con il suo sacco a pelo, ci si sposta sotto i portici del liceo Volta per trascorrere la notte all’aperto.

Info

  • Associazione Incroci Onlus, Via Tommaso Grossi, 20 - Como - Davide Ciucci, tel. 328.2194211

venerdì 10 ottobre 2008

Theo Jansen, lo scultore del vento

Semplicemente straordinario.




Risorse: il sito di Theo Jansen

sabato 4 ottobre 2008

Adieu moronera... requiem per un bosco?

Da Produzionidalbasso
Una delle risorse italiane piu' invidiate all'estero e' il paesaggio. Nei prossimi anni forse ci invidieranno solo le cartoline. Le nostre aree verdi, infatti, saranno ridotte a poche aiuole ben "pettinate". Prendiamo, ad esempio, il Bosco della Moronera, tra Lomazzo e Turate, in provincia di Como. E' un ambiente naturale scarsamente addomesticato: non ospita piste ciclabili, non ci si portano i cani a passeggio ed è forse anche per questo che un falco pellegrino l'ha preferito ad altri boschi piu' umanizzati. Fategli una foto finche' siete in tempo. Questa piccola "Amazzonia della Bassa Brianza" sara' cancellata dalle carte geografiche per fare spazio allo svincolo tra l'Autolaghi e la Pedemontana (che potrebbe essere spostata 300 m. piu' a sud...). Vista dal satellite: http://wikimapia.org/3548596/it/. E' un polmone verde con scarsa visibilità e gli interessi economici sono tutti allineati per la sua eliminazione. Chi vuole salvarlo o almeno conoscerlo meglio può solo impegnarsi in prima persona, ricorrendo alla 'produzione dal basso'...
Risorse: Adieu Moronera, requiem per un bosco

domenica 28 settembre 2008

Miniartextil a Como

Ci sono grandi piccolissime mostre e piccole grandissime mostre. Le prime sono spesso espressione di qualche io smisurato, le seconde il tentativo di rendere quantomeno percepibile l'invisibile di Antoine de Saint-Exupéry. In queste ultime si colloca Miniartextil, aperta ieri nell'ex chiesa di san Fancesco a Como, con una straordinaria prosecuzione al Broletto. Uno spazio di assoluta riflessione, di sospensione dalle miserie dello spettacolo quotidiano di una città in cui la richiesta di bellezza viene percepita come critica allo stato dello cose. Il piazzale di San Francesco era ieri occupato sino all'inverosimile da automobili e furgoni. Nemmeno volendolo si sarebbe riusciti a dare maggiore concretezza all'indifferenza in cui opera Miniartextil a Como.

Miniartextil
Como, 27 settembre 2008 - 16 novembre 2008
Chiesa di San Francesco / Palazzo del Broletto
www.miniartextil.it


Foto: http://portfolio59.blogspot.com/2008/09/miniartextil.html

giovedì 25 settembre 2008

Vecchio Sant’Anna, la beffa

Vecchio Sant’Anna, la beffa. Solo il 10% resta pubblico. Una quota del 40% destinato ai servizi andrà alle banche e ai privati. Infrastrutture Lombarde: «Il tempo passa, la variante va approvata»
La Provincia del 25 settembre 2008

Ed ecco la notizia che tutti conoscevamo da tempo ma che, sacralizzata dalla stampa (o almeno da una parte di questa), diventa di dominio pubblico. Ossia che a breve il S. Anna come lo conosciamo non esisterà più: al suo posto una piccola città da 1.200 abitanti, alberghi, negozi, con il suo autosilo (pagato da noi), le sue banche e le sue scuole private. Lo sapevamo, l'avevamo paventato. Ciò nonostante, la notizia ^ci fa male^ lo stesso. Ci eravamo assuefatti al ^metodo S. Anna^: le notizie che faticosamente filtrano attraverso gli organi di stampa, l’ostinato mutismo delle istituzioni, l'arroganza di chi tiene le redini dell'operazione dietro il paravento dell'istituzionalità, i rovesciamenti degli accordi presi, le destinazioni pubbliche sempre meno pubbliche e, guarda caso, oggi minacciosamente ostative al buon esito dell'operazione, le cittadelle sanitarie promesse e poi scomparse. Ma a richiamarci alla realtà è la notizia che praticamente tutto il comparto oggi occupato dall'Ospedale sarà ceduto, salvo una misero 10% per ambulatori. Le quotidiane rassicurazioni circa la cura nel definire la collocazione dei 300.000 metri cubi rispetto ai bisogni del quartiere, suonano false prima che stonate. False perché la progettazione dell’area non è improntata su cosa ha bisogno la città, ma su cosa ha bisogno Infrastrutture Lombarde, la società incaricata dalla Regione Lombardia di valorizzare e vendere il comparto. Stonate, perché la riconversione dell'area dell'ospedale ha effetti su tutta la città e non sul solo quartiere di Camerlata. Ma che la navigazione a vista in urbanistica sia la regola per taluni amministratori è cosa nota, quando non un vanto aperto. Fedele all'assunto secondo cui la grande programmazione si fa anzitutto trattando, chi occupa i ponti di comando opera ignorando le parole di Martinotti, secondo cui sono proprio i progetti di pezzi di città indifferenti al resto del territorio, che si auto definiscono concretissimi, a rivelarsi inattuabili e ingestibili, mentre concreti si rivelano, a distanza, i progetti il cui presupposto imprescindibile è l'appartenenza ad una visione alta e aperta dell'essere comunità. La partita del S. Anna sta per chiudersi: l'aver politicizzato la discussione (destra pro nuovo ospedale a S. Fermo, sinistra pro ristrutturazione a Como) ha avuto l'effetto di troncarla, allontanando chi non riconosceva le premesse per una corretta decisione nell'appartenenza all'uno o all'altro schieramento. Se non possiamo più sperare di ribaltare il risultato, possiamo almeno cercare di chiudere con un punteggio dignitoso, pianificando correttamente il destino del S. Anna secondo le esigenze della città, e non di chi è incaricato di venderlo. Altrimenti vale davvero la pena, come qualcuno ha suggerito, cercare di ricomprarselo.

martedì 23 settembre 2008

Assemblea Città Possibile 2008

Sala della circoscrizione di Albate, 3 ottobre 2008, h. 20:30 prima convocazione, h. 21:00 seconda convocazione.

Odg:
  1. discussione ed approvazione bilancio 2007;
  2. relazione del Presidente sullo stato della associazione e proposte;
  3. relazione da parte di un membro della associazione in riferimento alle iniziative in atto ( PVC, VAS Sant'Anna, Lavatoi, Biciamo, ecc);
  4. proposta per nuove forme di tesseramento;
  5. varie/eventuali
Documenti: verbale definitivo assemblea

Como: una città triste a misura di traffico

Una città triste a misura di traffico. Biciclette e gioco non trovano spazio

La Provincia del 22 settembre 2008
Una città triste a misura di traffico. Biciclette e gioco non trovano spazio. Oratori esclusi, ecco l’identikit di chi vive bene a Como: maschi, adulti e motorizzati. A Como che va in bicicletta non ha vita facile

Como non sa dare uno spazio ai ragazzi per giocare a pallone. È l’impietosa analisi di qualche giovane parroco della città, confermata dall’assessore alle Politiche giovanili, il leghista Maurizio Faverio, che ammette: «Se scomparissero gli oratori non resterebbe granché ai ragazzi». Il tema è quanto mai attuale, visto il recente episodio accaduto in piazza Cacciatori delle Alpi: tre studenti del Liceo Gallio multati sabato dai vigili perché tiravano calci a un pallone. Ma questo è il risultato di una città fatta a misura di traffico. E non è un caso se dal Politecnico è stato pubblicato l’esito di uno studio che mostra quanto e come le strade cittadine siano pericolose per chi va in bici. Lorenzo Spallino, ideatore e presidente dell’associazione Città Possibile Como, di fronte a questa invivibilità, esprime un sintetico ma chiaro commento: «Dal punto di vista politico c’è ben poca attenzione verso tutto ciò che non è il cittadino maschio, adulto e motorizzato».

lunedì 22 settembre 2008

No monoblocco

Alcune persone hanno pensato bene non lasciare cadere nel vuoto senza dire niente quanto si sta decidendo in Consiglio Comunale sulla destinazione d'uso dell'area dell'Ospedale S. Anna e soprattutto sulla decisione di abbattere il monoblocco. Per questo hanno deciso di indire un'assemblea Mercoledì 24 settembre 2008 alle ore 21.00 presso la Sala Bertolio della Cooperativa di Via Lissi. Suggeriamo caldamente la partecipazione.

Il testo della petizione:
NIENTE SPECULAZIONI! IL MONOBLOCCO DEL SANT’ ANNA E’ DEI CITTADINI
L’ospedale S.Anna -e quindi anche l'area su cui sorge- sono patrimonio storico della città e tutti i cittadini devono fruirne. Come si sa l’ospedale verrà trasferito e quindi gran parte dell' area pubblica dove sorge oggi il nosocomio dovrà essere ceduta. Un altro spreco, frutto di un modello sanitario regionale che dimostra sempre più limiti e inadeguatezze. Il progetto della Giunta Comunale, con l’accordo della Direzione ospedaliera, è quello di creare, sulla vasta area un nuovo quartiere o addirittura una "piccola città". Tutto ciò, visto quanto è appetibile la zona dal punto di vista economico, potrebbe dare il via ad una speculazione edilizia difficilmente controllabile dalle istituzioni pubbliche. Il sospetto diventa ancora più forte se consideriamo che la porzione dell’area da cedere ai privati non sarà più del 40% come ipotizzato inizialmente ma bensì del 60%, mentre il restante 40% sarà destinato a genere “funzioni pubbliche”! Nel progetto si chiede anche la demolizione del cosiddetto monoblocco cioè il palazzo centrale dell’ospedale,una struttura recente (dei primi anni '70) totalmente funzionale, mantenuta in ottimo stato attraverso diversi interventi. Per questo stabile solo negli ultimi anni sono stati investiti centinaia di migliaia di euro (della collettività) per la sua messa a norma secondo i parametri previsti per la sicurezza. Crediamo che la cancellazione di questa struttura si configuri come un grande spreco per la città poiché i suoi spazi potrebbero essere riutilizzati per concentrare in un solo luogo - ben servito e vicino al centro cittadino, con la presenza di un autosilo pubblico- uffici e servizi dei diversi enti pubblici (Comune, Provincia, ASL, etc...), ad esempio, oltre che fornire altri spazi a gruppi e/o associazioni cittadine o per necessità presenti e future di una città i cui componenti sono sempre più anziani. La sua demolizione risponde, invece, innanzitutto alle finalità edilizie imposte dalle aziende private costruttrici. Per questo non siamo d’accordo!
NON VOGLIAMO CHE IL MONOBLOCCO VENGA ABBATTUTO MA RIQUALIFICATO IN MODO DA POTER ESSERE UTILIZZATO PER FINALITA’ SOCIALMENTE UTILI. ESIGIAMO CHE IL PATRIMONIO PUBBLICO NON VENGA REGALATO AI PRIVATI. AFFERMIAMO IL DIRITTO, COME CITTADINE E CITTADINI, DI PARTECIPARE ALLE SCELTE CHE RIGUARDANO LA SALUTE E IL TERRITORIO IN CUI VIVIAMO
Per saperne di più:

Dal blog di Città Possibile:

sabato 20 settembre 2008

S. Abbondio, in 28mila alla fiera. Fa il pieno (mica tanto) anche la solidarietà?

^S. Abbondio, in 28mila alla fiera. Fa il pieno anche la solidarietà^: così intitolavano i giornali all'indomani della chiusura della Fiera di S. Abbondio, patrono di Como, magnificando la straordinarietà del risultato sia sotto il profilo dei visitatori (28.000) che del risultato in termini di risposta alla richiesta di solidarietà (1870 euro per la lotteria, devoluti all'ARCA di don Aldo Fortunato). Ognuno, ovviamente, guarda le cose dal suo punto di vista. Dal nostro ci sembra che 1870 euro in solidarietà si raccolgano nella più piccola delle fiere di paese. Vuol dire che ognuno dei visitatori ha sborsato 0,07 euro. Un po' pochino ...

p.s. Per completezza di informazione, sant’Abbondio veniva da Tessalonica, l'attuale Salonnico. Era un greco orientale, più vicino agli attuali turchi che ai greci ... insomma, ai tempi chiaramente un extracomunitario bello e buono.

giovedì 11 settembre 2008

Il lago di Como verso l'UNESCO

20 settembre 2008

IL LAGO DI COMO VERSO L’UNESCO

Le sezioni di Como e di Lecco di Italia Nostra organizzano, con il patrocinio e il contributo del Comune di Tremezzo e in collaborazione con l’Università Politecnica delle Marche, il convegno ^Il lago di Como verso l'UNESCO".

Programma:

9.30 Registrazione dei partecipanti

10.00 Il sensibile paesaggio lariano Fiammetta Lang e Domenico Palezzato, Presidenti di Italia Nostra, sezioni di Como e di Lecco

10.30 Saluto delle Autorità

11.00 L’idea di ambiente nelle leggi e nella coscienza collettiva, Giuseppe Battarino, magistrato, docente universitario, Varese

11.30 Iter per il riconoscimento di patrimonio dell’umanità e prospettive per il paesaggio lariano, Rosa Anna Genovese ICOMOS

12.00 don Giuseppe Corti, Responsabile Ufficio Diocesano per la Tutela dell’ambiente

12.30 Principi metodologici per la costruzione della carta dei valori e dei rischi dei paesaggi sensibili, Erika Alessandrini Università Politecnica delle Marche

14.30 Acqua dolce e amara, proiezione filmato, regia di Tommaso Lipari,

14.45 Interventi dal pubblico e dibattito

Al termine dei lavori possibilità di visita guidata gratuita al Museo di Villa Carlotta, Tremezzo (prenotazione alla registrazione, fino ad esaurimento posti)

Teatro parrocchiale ‘T. OLIVELLI’, Piazza Sagrado S. Lorenzo, 2 -Tremezzo (Co), sabato 20 settembre 2008. Per informazioni e/o iscrizioni: 031-419376, italianostra.como@tele2.it.

lunedì 1 settembre 2008

Lettera aperta all'assessore Diego Peverelli del Comune di Como

Lettera aperta all'assessore Diego Peverelli del Comune di Como

Gentile assessore Peverelli, Città Possibile raccoglie dal 2002 sul proprio sito i dati nazionali relativi alla qualità della vita: ci sono gli indicatori ambientali urbani ISTAT, i rapporti Ecosistema Urbano e Ecosistema Bambino di Legambiente, il Dossier Qualità della Vita del Sole 24 Ore, gli Indicatori Comuni Europei per la sostenibilità locale, i dati dell'Ufficio statistica dello stesso Comune di Como.

Perché tanta fatica? Perché siamo convinti che al di là delle classifiche annuali o di dati estrapolati solo una visione d'insieme possa dare l'idea della direzione generale di questa città nel campo della qualità della vita. I dati ISTAT appena pubblicati, converrà con noi, sono assai poco lusinghieri. In un quadro generale di, se pur lieve, miglioramento, Como si distingue soltanto per l'alta percentuale di utilizzo di gas metano. Un po' poco, non Le pare?

All'interno del Comune di Como Lei riveste ben cinque deleghe: verde pubblico, arredo e decoro urbano, ciclo dei rifiuti, risorse idriche, e qualità dell'aria. Intervistato dal principale quotidiano locale, ha commentato il 78° posto in classifica con un «Stiamo scherzando?». Il problema, caro Assessore, è che non stiamo scherzando. Se da anni l'aria di Como è inquinata un giorno su tre, non possiamo illuderci che le politiche ambientali di questa città - che questa coalizione governa dal 1994 - siano efficaci.

Continua su http://www.cittapossibilecomo.org/data/peverelli.htm

domenica 31 agosto 2008

Como città nemica dell'aria - L'Istat declassa il Lario

Como città nemica dell'aria / L'Istat declassa il Lario (... e vuoi vedere che adesso sbaglia pure l'ISTAT?)

La Provincia del 29 agosto 2008
Un ambiente sano significa migliore qualità della vita, minori costi sanitari, futura eredità di bellezza e beni preziosi per i nostri figli e nipoti. Peccato che questo, a Como, sia ancora un miraggio: secondo l’indagine sugli indicatori ambientali urbani diffusa ieri dall’Istat, il capoluogo comasco batte la fiacca. Nel 2006 Como era al 75° posto su 111 capoluoghi di provincia oggetto dell’indagine: nel 2007 è stata declassata al 78° posto. Sono le qualità chimiche, fisiche e biologiche delle risorse ambientali (aria, acqua, suolo) a determinare la classifica nazionale. Prendiamo ad esempio il settore della raccolta differenziata: a Como - pile esauste, accumulatori e farmaci - ciascun abitante ha raccolto 0,7 chili nel 2007. Nel 2004 i comaschi raccoglievano 0,4 chili, diventati 0,6 nel 2006. Queste cifre, tuttavia, diventano nere dalla vergogna se paragonate con i 2,5 chili di Bolzano e gli 1,8 di Ravenna. Per carità, la media italiana è di 0,4 chili, ma Como fa ancora troppo poco. Altro capitolo è quello dei giorni di superamento del limite previsto per le polveri sottili, il cosiddetto Pm10. A Como i giorni neri erano stati nel 2003 ben 65, scesi a 56 nel 2004, balzati a 122 nel 2005, 101 nel 2006 e 93 nel 2007. Anche qui i confronti sono deludenti: la media italiana è stata, nel 2007, di 71,4 giorni, mentre città come Imperia, Ascoli Piceno, Matera, Nuoro, Belluno e Siena hanno superato i livelli di appena, rispettivamente, 2 giorni, 7, 7, 10, 12 e 13. C’è chi, tuttavia, ha fatto peggio: nel 2007 il numero di giorni di superamento del limite per il Pm10 a Siracusa e Massa è stato di 273 e 226
Risorse:

>> La Provincia del 29.8.2008 [PDF] (Città nemica dell'aria: l'Istat declassa il Lario / Ambiente: nella classifica dei capoluoghi Como scivola al 78° posto; Diego Peverelli, assessore all’ambiente: «Ci batte Napoli? E io mi vergogno di essere italiano»; PM10: sempre oltre il limite)
>> Qualità della vita a Como (rassegna stampa)
>> Qualità della vita a Como (indicatori e classifiche)

lunedì 25 agosto 2008

Como, un lago di cemento?

Sabato 16 agosto, Attilio Romita ha ospitato nella diretta di ^Sabato & Domenica estate^, su Rai Uno, la giornalista Cinzia Boschiero e il presidente di Città Possibile, Lorenzo Spallino. Una decina di minuti dedicati allo scempio in atto sul lago, con interviste e filmati sul ^mostro^ di Acquaseria. Titolo: ^Como, un lago di cemento?^.

martedì 19 agosto 2008

Como (città) turistica

Domenica 17 agosto 2008, cinema a Como:

Astoria: «Chiusura estiva»
Astra: «Chiusura estiva»
Circolo Arci: «Riposo»
Cinema Italia: «Film per adulti»
Gloria: «Chiusura estiva»

Lasciamo perdere il ^turistica^: forse è il caso di chiederci se questa è ancora una città.

domenica 17 agosto 2008

Seggiolini di contrizione

A volte uno si domanda chi scelga i così detti arredi urbani. Il seggiolino che vedete nella foto si trova nel giardinetto con il maggior tasso di PM10 di Como,
in piazza del popolo, all'incrocio tra viale Lecco e via Dante. Se l'avessero fotografato a Guantanamo non avrei colto la differenza di utilizzo.

giovedì 14 agosto 2008

Sotto il cielo stellato di Como

Mentre il dormitorio continua a rimaner chiuso d'estate, l'albergo "à la belle étoile" è quella del sindaco-sceriffo.

Chissà se i clochards che stazionano sotto al Broletto- con grande indignazione dei nuovi curatori d’immagine della città, hanno letto l’articolo de La Provincia di Como del 10 agosto che ci informa riguardo alle pensate agostane del sindaco della nostra città!
Forse un tam- tam informale li ha avvertiti che S. B. ( toh il destino! : le stesse iniziali del nostro premier!) grazie al decreto Maroni ha tirato fuori dal guardaroba il costume che teneva pronto da tempo, un must evergreen, quello da sindaco-sceriffo e che ora può finalmente indossare senza vergogna ed è quindi pronto ad emettere un'ordinanza anti-clochards, che, impunemente senza neanche pagare tassa di soggiorno, bivaccano in centro.
Sempre La Provincia, nell'edizione del 9 agosto, dava conto delle proteste di alcuni negozianti che si lamentano del brutto spettacolo offerto dalla loro indecorosa presenza e ne chiedono l'allontanamento, perchè altrimenti i turisti "non possono neanche fare una bella foto al Duomo". Ma altri operatori commerciali presenti in Piazza del Duomo, a dimostrazione di quanto la modernità non permetta più di dare affrettate etichette a determinate categorie sociali, sono più comprensivi, come dimostrano le parole pacate espresse da uno di loro e qui riprese dall'articolo citato:
"Un altro commerciante che lavora con la "Como che conta" è Marco Cassina, titolare del negozio di abbigliamento "PeterCi". Ma anche lui evita le crociate: «Vediamo un po' di movimento, ma problemi particolari non ne abbiamo avuti». Anzi, dal suo osservatorio privilegiato non si astiene da una critica imprevista: «Se devo dirla tutta noto uno zelo quasi eccessivo nei confronti di chi non dà fastidio e poi non interviene nessuno quando imperversano i vandali. Quelli veri. Un esempio? Sono arrivati, come ogni anno, due suonatori di strada che girano l'Italia con lo xilofono. Due bravi musicisti, che non creavano alcun disturbo. Bene, nemmeno cinque minuti e i vigili li hanno cacciati via. (E. F.)"

Per chi fosse interessato a come Como affronta l'emarginazione, ecco la "questione clochards" nella versione invernale



Stefano Bruni, sindaco sceriffoArriva l'ordinanza anti clochard - CRONACA - Como

venerdì 1 agosto 2008

Como, smog alla gola (la rete non dimentica ...)

Como, smog alla gola
Il traffico veicolare scarica ogni giorno 35 tonnellate di monossido di carbonio / Como, smog alla gola / Emergenza inquinamento. Scatta l'allarme: uno studio individua cause e provvedimenti

Questo articolo, a firma Valerio Anghilieri , è comparso a pagina 47 del Corriere della Sera del 17 novembre 1993. Sorry: è cambiato qualche cosa dal 1993?

giovedì 31 luglio 2008

Lettere dal villaggio (globale?)

Prendendo spunto da alcuni piacevoli scoperte sui blog comaschi, di cui ci è sembrato doveroso dare atto, dalla nativa val d'Aosta la nostra consigliera di Città Possibile Cesara Pavone scrive invitandomi/ci a leggere l'articolo di Marino Niola che, per l'appunto, di blog parla: "Villaggio blog, vista sul mondo le nuove forme di dialogo". Di solito rispondo alle stimolazioni fisico/psichiche di Cesara ignorando volutamente il contenuto e rimproverandola di non metterlo in rete: Cesara probabilmente si arrabbia, ma questo fa parte del gioco e la stimola ad essere (se possibile) ancora più produttiva. Questa volta sono caduto anch'io nell'errore: le ho risposto, ma potevo tranquillamente mettere in rete il contenuto. In buona sostanza: ecco pari pari quello che ho scritto a Cesara. Vediamo se può servire quantomeno a fare due chiacchiere: ovviamente posso, come tutti, sbagliare anch'io.

da: Cesara Pavone
a Lorenzo Spallino, alberto. bracchi07, terzi. alberto, ecc. ecc.
data: 30 luglio 2008 8.14
oggetto: lettere dal villaggio .... blog
proveniente da: gmail.com

Lorenzo giura di non leggere più le mie mail se non le pubblico sul blog [...]. Avendo io, nel frattempo, pubblicato un post sul blog di cp [...] ho conquistato il diritto di inviarvi qs mail a cui aggiungo l'invito a leggere qs articolo che appunto di blog parla.

Ciao, alla prossima
Cesara

da: Lorenzo Spallino
a: Cesara Pavone ecc. ecc.
data: 30 luglio 2008 9.10
oggetto: Re: lettere dal villaggio ....blog
proveniente da: gmail.com

Ho letto (saltando qua e là), l'articolo. Leggo nel finale:
Per quanto diversi fra loro, i blogger nascono dal linguaggio e vivono di linguaggio. Un regime democratico, dove ciascuno è opinionista nel libero mercato delle opinioni, senza gerarchie di posizione, senza ruoli, senza il peso dell'autorità. Dove ognuno è quel che scrive, dove tutti hanno pari facoltà d'interlocuzione. È la nuova utopia della libertà e dell'eguaglianza. Compensazione simbolica al malessere attuale della democrazia in carne e ossa.
Non c'è nulla di democratico nel mondo dei blogger. Che non vuol dire, ^non sopporto i blogger^ ma solo che, salvo eccezioni, si parla soltanto tra villette monofamiliari per monoindividui che riescono a parlarsi tra villette vicine nella stessa lingua, fermi sull'uscio di casa, ma ben guardandosi dall'oltrepassare la soglia, magari con il sacchetto della spazzatura in mano. Altre lingue non sono ammesse. Chi è ^aperto^ nei blog, lo è anche nella vita reale. E viceversa. E allora perchè i blog? Per intercettare, come le antenne alzate verso il cielo di Jovanotti, i soggetti ^aperti^. Per lasciare traccia del proprio passaggio. Per divertirsi con la tecnologia. Per tante cose. Tra cui anche discutere. Ma le balle della comunicazione universale democratica lasciamole al loro posto. La democrazia è altro dal pensare di essere liberi di dire tutto quello che ci passa per la testa.

Quanto mi manca Gaber:
Si può, fare critiche dall'esterno, si può
sputtanare tutto il governo, si può
non far uso dei congiuntivi, si può
siamo liberi e trasgressivi, si può.
[Si può, di Gaber - Luporini, 1991]

lunedì 28 luglio 2008

Como, ex città?

Bell'articolo di Antonio Marino, su La Provincia di Sabato 26 luglio. Lo riprendiamo integralmente per chi l'avesse perso.
Como rischia di trasformarsi in una "ex città"

Ci sono di sicuro molti comaschi interessati a sapere cosa mai ne sarà esattamente del vasto spazio coperto di detriti dell'ex Ticosa, molti altri vorrebbero sapere che fine farà l'ex San Martino e sicuramente se ne troverebbero di interessati al futuro di quello che ormai - a misura che crescono le strutture del nuovo ospedale - si può chiamare ex Sant'Anna. Tutti, però, sono certamente curiosi di sapere (e magari di discutere?) il destino che si va prefigurando per Como, prima che il moltiplicarsi esponenziale degli "ex" condanni questo contesto urbano ad essere definito "ex città". C'è stato un tempo in cui le scelte fondamentali di programmazione urbanistica rappresentavano il nocciolo dell'azione politico- amministrativa locale e venivano assunte, assai faticosamente, dopo un serrato, aspro confronto pubblico fra maggioranza e opposizione, che proponevano ognuna una propria visione generale, dalla quale dovevano discendere gli strumenti operativi in base ai quali gli interventi concreti potevano o non potevano essere effettuati. Il sistema non metteva al riparo la collettività dalla possibilità di abusi, ma questi eventuali abusi potevano, con una certa facilità, essere individuati e in qualche caso perfino repressi. Oggi le cose sono profondamente cambiate. Al punto che c'è da chiedersi se abbia ancora un senso interessarsi seriamente di urbanistica o - che è lo stesso - interrogarsi sul futuro di una città che cambia certamente, ma in quale direzione, con quali obiettivi, secondo quali modelli è quasi impossibile, e comunque certamente difficilissimo, dirlo. Che questa non sia una visione dettata da un pessimismo eccessivo o da un preconcetto negativo è facile rendersene conto. Basta una passeggiata in città: magari lungo quella via Paoli sulla quale si moltiplicano insediamenti residenziali che non è facile capire da chi - visto l'andamento delle compravendite d'immobili - saranno occupati. Alternativamente, ci si potrebbe chiedere che fine fanno, invece di essere impiegate per la realizzazione delle infrastrutture aggiuntive necessarie, le somme (ingenti) pagate a titolo di oneri d'urbanizzazione. Ma, se si volesse tagliare la testa al toro e convincersi che non sono questi i tempi giusti per occuparsi di urbanistica e del futuro della città, basterebbe riflettere sulla vicenda che riguarda il riutilizzo dell'area della Napoleona dopo che l'ospedale sarà trasferito nella nuova sede. Non affliggerò nessuno con il riassunto - necessariamente complesso, tortuoso, per molti versi sconcertante - delle puntate precedenti. Mi limiterò a chiedere - ovviamente a me stesso, visto che ci sono Palazzi ciechi e sordi alle porte dei quali è inutile bussare - se l'area in questione va valutata esclusivamente come risorsa da vendere al prezzo maggiore possibile per ottenerne un introito indispensabile al parziale finanziamento del nuovo nosocomio, oppure se essa costituisce un patrimonio della città da utilizzare al meglio, secondo un disegno coerente a quello che si ritiene sarà in futuro l'interesse collettivo. In questo secondo caso, mi piacerebbe sapere in quali sedi se ne è discusso, quando, da parte di chi, quali diverse opzioni valutando. Certo, in questa fase può apparire essenziale l'obiettivo di realizzare nei tempi previsti l'ospedale nuovo. A questo risultato possono essere sacrificate molte altre esigenze. Ma non tutte. In particolare non quella di una trasparenza assoluta del processo che decide le sorti di un pezzo importante di città sul quale grava l'ombra di troppi interessi. Tutti legittimi, forse, ma non tutti dichiarati.

Antonio Marino

We are not alone, we are not alone


Non siamo soli, non siamo soli, ci dice il nostro encontournable webmaster nell’introdurre nel nostro sito il post di Elena. Noi, dunque, spaesati cittadini persi nel labirinto, non siamo soli a ritenere che rialzando il lungolago di 50 cm il problema si sarebbe comunque risolto. Non siamo soli, a non aver paura del lago in piazza, perchè lo conosciamo e sappiamo che il lago ha, in modo meno effimero di quello viennese, reclamizzato dall'attuale mostra a Villa Olmo, ripetutamente abbracciato la città, senza mai soffocarla, solo scompigliandola un pò: un rapporto dialettico, fecondo, leggero anche nelle poche difese- qualche gradinata, qualche muro in pietra, una diga - niente a confronto delle tonnellate di cemento che occorreranno per allontanarlo, forse per sempre, dal cuore della città.Non siamo soli nel labirinto della rete, ed è un piacere venirne a conoscenza, invece di certo sono rimasti soli, nella vita reale, coloro che, questa soluzione, così come altre che stanno aggredendo la città, hanno cercato, invano, di contrastare.

domenica 20 luglio 2008

Siccome poi ce ne dimentichiamo ...

Diceva Sciascia che l’Italia è un paese senza memoria e senza verità. E siccome poi tendiamo a dimenticarci di alcune cose, riproponiamo per intero a futura memoria l'articolo di Famiglia Cristiana pubblicato il 1° luglio 2008, ampiamente ripreso dai media nazionali e internazionali, ma ripublicato integralmente solo su Internazionale del 4/10 luglio 2008.
SILENZIO ASSORDANTE CONTRO L'INDECENTE PROPOSTA DI MARONI. PRIMA PERO' LE IMPRONTE DEI PARLAMENTARI E DEI FIGLI
Spetta al Governo, ha detto monsignor Marchetto di Migrantes, favorire le iniziative di istruzione che sono alimentate nei campi rom solo dalle associazioni di volontariato. Alla prima prova d'esame i ministri "cattolici" del Governo del Cavaliere escono bocciati, senza appello. Per loro la dignità dell'uomo vale zero. Il principio della responsabilità di proteggere (cioè, il riconoscimento dell'unità della famiglia umana e l'attenzione per la dignità di ogni uomo e donna), ampiamente illustrato da papa Benedetto XVI all'Onu, è carta straccia. Nessuno che abbia alzato il dito a contrastare Maroni e l'indecente proposta razzista di prendere le impronte digitali ai bambini rom. Avremmo dato credito al ministro se, assieme alla schedatura, avesse detto come portare i bimbi rom a scuola, togliendoli dagli spazi condivisi coi topi. Che aiuti ha previsto? Nulla. Il prefetto di Roma, Carlo Mosca, s'è rifiutato di schedare, il presidente del Veneto, Galan, ha parlato di "fantapolitica", ma il ministro non arretra di un millimetro. Non stupisce, invece, il silenzio della nuova presidente della Commissione per l'infanzia, Alessandra Mussolini (non era più adatta Luisa Santolini, ex presidente del Forum delle famiglie?), perchè le schedature etniche e religiose fanno parte del Dna familiare e, finalmente, tornano a essere patrimonio di Governo. Non sappiamo cosa ne pensi Berlusconi: permetterebbe che agenti di polizia prendessero le impronte dei suoi figli o dei suoi nipotini? A sessant'anni dalle leggi razziali, l'Italia non ha ancora fatto i conti con le sue tragiche responsabilità (non ce ne siamo vergognati abbastanza). In particolare, quei conti non li ha fatti il Centrodestra al Governo, se un ministro propone il concetto di razza nell'ordinamento giuridico. Perchè di questo si tratta. Come quando i bambini ebrei venivano identificati con la stella gialla al braccio, in segno di pubblico ludibrio. Oggi, con le impronte digitali, uno Stato di polizia mostra il volto più feroce a piccoli rom, che pur sono cittadini italiani. Perchè non c'è la stessa ostinazione nel combattere la criminalità vera in vaste aree del Paese? Rende meno, forse, politicamente? Ma c'è di più. Stiamo assistendo al crepuscolo della giustizia e alla nascita di un diritto penale straordinario per gli stranieri poveri. La Convenzione Onu sui diritti dell'infanzia (firmata anche dall'Italia, che tutela i minori da qualsiasi discriminazione) non conta più niente. La schedatura di un bambino rom, che non ha commesso reato, viola la dignità umana. Cosè come la proposta di togliere la patria potestà ai genitori rom è una forzatura del diritto: nessun Tribunale dei minori la toglierà solo per la povertà e le difficili condizioni di vita. E' giusto reprimere, con forza, chi nei campi nomadi delinque, ma le misure di Maroni non servono a combattere l'accattonaggio (che non è reato). C'è un solo modo perchè i bambini rom non vadano a rubare: mandarli a scuola. Qui, sè, ci vorrebbe un decreto legge perchè, ogni mattina, pulmini della polizia passassero nei campi nomadi a raccoglierli. Per la sicurezza sarebbero soldi ben spesi. Quanto alle impronte, se vogliamo prenderle, cominciamo dai nostri figli; ancor meglio, dai parlamentari: i cittadini saprebbero chi lavora e chi marina, e anche chi fa il furbo, votando al posto di un altro. L'affossa "pianisti" sarebbe l'unico "lodo" gradito agli italiani.

giovedì 17 luglio 2008

Pa|ra|tì|a

pa|ra|tì|a
s.f.
1 edil. Elemento verticale che serve a impedire infiltrazioni d'acqua mentre si gettano fondazioni, o a rivestire sponde di corsi d'acqua contro le piene.
2 mar. Ognuno dei tramezzi che dividono in più compartimenti la parte interna sommersa di una nave || p. stagna, munita di porta stagna, per impedire il dilagare di acqua o gas nello scafo.


“L’uomo libero si pone delle domande, si interroga moralmente sul senso delle cose, il servo si chiede solo se ciò che accade gli é utile”

Hans Theodor Storm (1817-1888)

mercoledì 16 luglio 2008

La cruna del lago

La Cruna del lago non è - o non è solo - un ristorante a San Maurizio d'Opaglio (NO), ma anche una (attiva) associazione di liberi cittadini "del Centro Lago di Como che vogliono opporsi agli atti di aggressione al territorio posti in essere da immobiliaristi senza scrupoli e da amministratori insipienti (o peggio)". Interessante e vivace il sito, che consigliamo di visitare:
Altre associazioni di tutela del Lario:

Brezza di lago: Il lago in piazza

Brezza di lago: Il lago in piazza

Non siamo soli, non siamo soli ...
Per chi vive a Como è un richiamo peggio che le sirene di Ulisse ... "Il lago è in piazza", ieri la punta massima, ed è così che ieri sera la mia passeggiatina è stata tra Piazza Cavour e l'hangar dove c'è il Bar Pino (detto anche baretto degli Ultrà, detto anche Bar Havana). La vista del lago dal lungolago è chiusa per il cantiere che dovrebbe costruire le paratie (progetto Mose, lo chiamano) che "dovrebbero" risolvere il problema. L'esondazione di ieri era davvero minima, solo pochi negozi e bar hanno chiuso, e credo che rialzando il lungolago di 50 cm il problema si sarebbe comunque risolto (anche se il mio timore è sempre quello che, disponendo di 50 cm in più di "agio" il problema non si sposti gran che). In ogni caso è sempre uno spettacolo che attira, toglie il fiato, perchè l'acqua si appropria di una parte di città e la rende forzatamente silenziosa, piena solo delle voci delle persone, degli scatti di macchinette e di telefonini, di mamme e papà che portano i bimbi a "vedere il lago in piazza", di persone che camminano senza meta sulle passerelle, solo per la sensazione di stare sopra, di sacchetti di sabbia pronti a riparare, di macchine che attraversano i guadi (quella nella foto è una Bentley), di autobus che "passano nei guadi" e fanno le onde fino al marciapiede che se non sei più che veloce ti fai l'ammollo e, sopratutto, di persone che si fermano a guardare il lago e a guardarsi in faccia, perchè io, a Como, non ho mai visto tanta gente sorridersi come ieri sera ...
Pubblicato da Elena alle 7.39
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lunedì 14 luglio 2008

Musei vs. mostre

Per chi volesse uscire dai confini della realtà comasca ed affrontare con cognizione di causa il dibattito sulle così dette ^grandi mostre^, vale certamente la pena segnalare l'intervento di Daniele Jalla, presidente della sezione italiana di ICOM (International Council of Museums), pubblicato a tutta pagina sulle colonne della Domenica del Sole 24 Ore (6 luglio 2008, pagina 43). Ripreso da più organi di stampa, l'articolo illustra il recente documento di ICOM "Mostre-spettacolo e Musei: i pericoli di una monocultura e il rischio di cancellare le diversità culturali ".

Link:

Stampa nazionale e internazionale sul documento ICOM:

martedì 8 luglio 2008

Expo 2015: consiglio comunale aperto

Giovedì 3 luglio 2008: si tiene il consiglio comunale aperto al teatro Sociale di Como dedicato all'Expo 2015. Inizio alle 19:30 con mezz'ora di ritardo. Lunghe prolusioni introduttive. Segue il video di presentazione della candidatura milanese, in inglese con sottotitoli in francese (...), peraltro scaricabile sul sito ufficiale. Circa 200 persone presenti. A sorpresa mi raggiunge mia figlia, dodicenne, animata dalle migliori intenzioni. Alle 21:00, esausti (siamo ancora ai consiglieri regionali), andiamo a mangiare. Chiaro che mia figlia non parteciperà più a un'assemblea pubblica. Alle 21.30 rientro. Alle 22:15 abbandono: mancano ancora 12 consiglieri comunali. La sala è svuotata per metà, molti politici, pochi cittadini. Ma a parte ascoltare, la gente quando doveva parlare? Curiosa, poi, l'impostazione degli oratori: quando nei primi interventi si parlava di Como all'interno dell'Expo, tutti a dire quanto il sistema comasco sia straordinario, i posti bellissimi, i comaschi operosi, l'economia sana, le strutture di eccellenza. Quando si è passato a parlare di proposte, tutti a dire quanto il sistema sia deficitario, quanto la burocrazia uccida le imprese, quanto ci sia bisogno di opere strutturali, quanto il lago sia malato, quanto l'economia abbia bisogno di una boccata d'ossigeno, quanto la gente non risieda più sul lago per quanto è diventato costoso ... Ma parlavano degli stessi posti? Il giorno dopo leggo La Provincia: merito suo o colpa degli altri, l'unico intervento riportato con ampiezza è quello del senatore Alessio Butti, che realisticamente invita a concentrarsi su pochi progetti strutturali (metrotranvia, depurazione del lago). Vado sul sito del Comune di Como per vedere se nella sezione dedicata c'è il resoconto della serata o notizie sulla ^cabina di regia^ di cui parla il giornale. Nulla. Mi si chiede invece di partecipare a un sondaggio:
EXPO 2015 COMO CAMBIA LA CITTA'

Esprimi la tua priorita'

INFRASTRUTTURE
EVENTI
TURISMO
Tutto qui quello che la macchina da guerra della comunicazione comunale è riuscita a partorire? Forse ha ragione il senatore Butti, quando dice che il problema non è il gioco di squadra ma "le idee e i progetti".

lunedì 7 luglio 2008

Aggiornamenti in rassegna stampa della Città Possibile

Progettare e comunicare «Un sito, quattro blog, molte immagini e approfondimenti: l’associazione La città possibile non si fa mancare nulla in termini di comunicazione on-line». Un articolo di Ecoinformazioni sulla comunicazione di Città Possibile, a firma Greta Pini.

Logo Acrobat: indica che il documento è in formato PDF Ecoinformazioni, maggio 2008

martedì 1 luglio 2008

Le mostre di Como: frutto della «mostrite»? Un lettore scrive alla Provincia

Cara Provincia, non mi sembra che le "mostre" che si sono tenute a Como possano, al di là del nome, considerarsi come mostre d'arte. La mostra d'arte si caratterizza per una forte impronta culturale, diretta ad illustrare un dato artistico, nella complessità della sua attività e delle sue opere, un dato momento o movimento artistico in un luogo o in un'epoca storica. A Como ricordo nell'immediato dopo-guerra la mostra su Bernardino Luini, più tardi la mostra del pittore americano Congdon (che in Lombardia ha trovato, con la fede, la sua massima espressione artistica), mostra la cui valenza culturale è ancora oggi viva nelle citazioni dei vari testi in materia.

Le cosiddette "grandi mostre" di recenti impianti a Como non hanno nulla di culturale, trattandosi della semplice trasposizione a Como di raccolte molto parziali e limitate di alcuni moderni, o dell'affitto di alcuni quadri da parte di musei-bisognosi di denaro- senza alcuna preparazione e approfondimento culturale. Sono, cioè quelle di Como, il frutto della "mostrite" (dall'indubbio doppio significato), come è stato autorevolmente definita la mania, soprattutto dei piccoli Comuni, di darsi una pseudo veste culturale, facendo "mostra" di tutto e di tutti, senza alcuna "intelligenza" nel "capire" e nel fare capire ciò che si mostrava. Di ciò approfittano musei e raccolte che affittano alcune loro opere, al fine di avere degli introiti; sul mercato di tali offerte ce ne sono parecchie e non c'è proprio bisogno di girare il mondo (in prima classe) per conoscerle.

A mio parere, perché una mostra d'arte sia tale e riscuota interesse più vasto di quello casalingo (cittadini e normali visitatori della città, che non portano benefici indotti di sorta) e abbia una risonanza tale da attirare, in virtù propria, dei visitatori, deve essere frutto di un disegno culturale di un certo impegno e di una adeguata preparazione, non necessariamente rivolta a grandi nomi. L'esempio di Bergamo e Brescia, con la valorizzazione degli artisti locali, è da seguire.
A Como, basta dare uno sguardo alla nostra storia (ovviamente si deve - da comasco - amare il nostro territorio) e scegliere quale tematica, con impegno, intelligenza e - forse- con minori costi finanziari, affrontare e proporre.

Mi creda cordialmente suo

Prof. Enrico Bernasconi

La Provincia del 29 giugno 2008
 
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