martedì 24 gennaio 2006

Auto-mobili?

Auto-mobili? Mobilità (come diritto di tutti a muoversi), immobilità/incapacità (di chi ci amministra ad affrontare con serietà e coraggio il problema) . Giochi di parole sul tema del giorno: auto, parcheggi, aria irrespirabile e raccolta di firme di cittadini inferociti. A questi ultimi, e ovviamente ai nostri amministratori, consiglio di leggere "La mucca puzza, l'auto puzza e inquina" di Guido Viale, dal Manifesto, da cui traggo questo pezzo:

La vera alternativa allo stato di cose esistente consiste nel dichiarare «area protetta» il bene pubblico rappresentato dalle strade urbane, e di sottoporle a vincoli rigorosi che garantiscano la salvaguardia delle sue funzioni più proprie; così come l'istituzione di aree protette (i parchi) affronta e risolve il problema della salvaguardia dei beni naturalistici assai meglio di quanto abbiano fatto le enclosures: sia dal punto di vista del valore - non solo ambientale, ma anche economico - delle risorse, che, ovviamente, da quello dell'equità. Dichiarare le strade urbane area protetta significa vietarle al traffico privato: cioè a tutti quei veicoli che non svolgono un servizio pubblico o di pubblica utilità: caratteristiche, queste, che vanno valutate e negoziate in modo mirato, caso per caso, e che possono variare nel tempo e a seconda delle circostanze; una valutazione e una negoziazione che rientrano tra i compiti di assoluta priorità delle autorità che hanno in carico la gestione del territorio.

Leggetelo tutto, ne vale la pena.

3 commenti:

Alberto Terzi ha detto...

Alberto Bracchi inizia a mettere il dito nella piaga, a prospettare uno dei futuri possibili, ma forse per incrementare la consapevolezza dei cittadini occorre andare oltre, toccare cose che fanno male: i consumi, le auto come bisogno di sopravvivenza. Vai Alberto, vai oltre con la concretezza del sogno e con la lucidità di chi sa immaginarsi il futuro partendo da un impegno personale che sa sfociare nel politico.

Anonimo ha detto...

Grazie Alberto per averci segnalato l'articolo, valeva proprio la pena di leggerlo perchè ipotizza l'unica soluzione possibile per evitare la paralisi totale della città.
I cittadini lo devono capire!
Deve nascere una nuova consapevolezza di rispetto dello spazio pubblico, ognuno di noi deve mettere in atto un radicale cambiamento dello stile di vita (e per molti questo sembrerà impossibile, ma non lo è affatto!).

Anonimo ha detto...

ka mucca non puzza, la mucca ha un suo odore così come lo abbiamo noi.
Certo a forza di stare in luoghi ristretti , spesso obbligate alla catena, a volte a stendersi sui loro escrementi...vorrei vedere cosa saremmo noi al posto loro.
Detto questo, quella di Viale e suoi guru, è una bella visione, il sogno di un paradiso perduto, quello delle strade vuote,con gente a piedi o sui mezzi pubblici , magari sorridenti perchè puliti ( i mezzi) ed in orario.
Non so se sono ambientalista, ambientale o solo stupida ed ottusa, ma penso che a dispetto di ogni visione, l'unica scelta possibile e praticabile sia la riduzione del danno.
Certo che se oltre a liberare le strade dalle macchine, si liberassero pure le mucche dalle stalle, si ripristinassero le praterie ove ora sorgono lucenti torri d'acciaio e vetro...rinuncerei più facilmente alla mia indispensabile auto.

 
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