lunedì 14 luglio 2008

Musei vs. mostre

Per chi volesse uscire dai confini della realtà comasca ed affrontare con cognizione di causa il dibattito sulle così dette ^grandi mostre^, vale certamente la pena segnalare l'intervento di Daniele Jalla, presidente della sezione italiana di ICOM (International Council of Museums), pubblicato a tutta pagina sulle colonne della Domenica del Sole 24 Ore (6 luglio 2008, pagina 43). Ripreso da più organi di stampa, l'articolo illustra il recente documento di ICOM "Mostre-spettacolo e Musei: i pericoli di una monocultura e il rischio di cancellare le diversità culturali ".

Link:

Stampa nazionale e internazionale sul documento ICOM:

martedì 8 luglio 2008

Expo 2015: consiglio comunale aperto

Giovedì 3 luglio 2008: si tiene il consiglio comunale aperto al teatro Sociale di Como dedicato all'Expo 2015. Inizio alle 19:30 con mezz'ora di ritardo. Lunghe prolusioni introduttive. Segue il video di presentazione della candidatura milanese, in inglese con sottotitoli in francese (...), peraltro scaricabile sul sito ufficiale. Circa 200 persone presenti. A sorpresa mi raggiunge mia figlia, dodicenne, animata dalle migliori intenzioni. Alle 21:00, esausti (siamo ancora ai consiglieri regionali), andiamo a mangiare. Chiaro che mia figlia non parteciperà più a un'assemblea pubblica. Alle 21.30 rientro. Alle 22:15 abbandono: mancano ancora 12 consiglieri comunali. La sala è svuotata per metà, molti politici, pochi cittadini. Ma a parte ascoltare, la gente quando doveva parlare? Curiosa, poi, l'impostazione degli oratori: quando nei primi interventi si parlava di Como all'interno dell'Expo, tutti a dire quanto il sistema comasco sia straordinario, i posti bellissimi, i comaschi operosi, l'economia sana, le strutture di eccellenza. Quando si è passato a parlare di proposte, tutti a dire quanto il sistema sia deficitario, quanto la burocrazia uccida le imprese, quanto ci sia bisogno di opere strutturali, quanto il lago sia malato, quanto l'economia abbia bisogno di una boccata d'ossigeno, quanto la gente non risieda più sul lago per quanto è diventato costoso ... Ma parlavano degli stessi posti? Il giorno dopo leggo La Provincia: merito suo o colpa degli altri, l'unico intervento riportato con ampiezza è quello del senatore Alessio Butti, che realisticamente invita a concentrarsi su pochi progetti strutturali (metrotranvia, depurazione del lago). Vado sul sito del Comune di Como per vedere se nella sezione dedicata c'è il resoconto della serata o notizie sulla ^cabina di regia^ di cui parla il giornale. Nulla. Mi si chiede invece di partecipare a un sondaggio:
EXPO 2015 COMO CAMBIA LA CITTA'

Esprimi la tua priorita'

INFRASTRUTTURE
EVENTI
TURISMO
Tutto qui quello che la macchina da guerra della comunicazione comunale è riuscita a partorire? Forse ha ragione il senatore Butti, quando dice che il problema non è il gioco di squadra ma "le idee e i progetti".

lunedì 7 luglio 2008

Aggiornamenti in rassegna stampa della Città Possibile

Progettare e comunicare «Un sito, quattro blog, molte immagini e approfondimenti: l’associazione La città possibile non si fa mancare nulla in termini di comunicazione on-line». Un articolo di Ecoinformazioni sulla comunicazione di Città Possibile, a firma Greta Pini.

Logo Acrobat: indica che il documento è in formato PDF Ecoinformazioni, maggio 2008

martedì 1 luglio 2008

Le mostre di Como: frutto della «mostrite»? Un lettore scrive alla Provincia

Cara Provincia, non mi sembra che le "mostre" che si sono tenute a Como possano, al di là del nome, considerarsi come mostre d'arte. La mostra d'arte si caratterizza per una forte impronta culturale, diretta ad illustrare un dato artistico, nella complessità della sua attività e delle sue opere, un dato momento o movimento artistico in un luogo o in un'epoca storica. A Como ricordo nell'immediato dopo-guerra la mostra su Bernardino Luini, più tardi la mostra del pittore americano Congdon (che in Lombardia ha trovato, con la fede, la sua massima espressione artistica), mostra la cui valenza culturale è ancora oggi viva nelle citazioni dei vari testi in materia.

Le cosiddette "grandi mostre" di recenti impianti a Como non hanno nulla di culturale, trattandosi della semplice trasposizione a Como di raccolte molto parziali e limitate di alcuni moderni, o dell'affitto di alcuni quadri da parte di musei-bisognosi di denaro- senza alcuna preparazione e approfondimento culturale. Sono, cioè quelle di Como, il frutto della "mostrite" (dall'indubbio doppio significato), come è stato autorevolmente definita la mania, soprattutto dei piccoli Comuni, di darsi una pseudo veste culturale, facendo "mostra" di tutto e di tutti, senza alcuna "intelligenza" nel "capire" e nel fare capire ciò che si mostrava. Di ciò approfittano musei e raccolte che affittano alcune loro opere, al fine di avere degli introiti; sul mercato di tali offerte ce ne sono parecchie e non c'è proprio bisogno di girare il mondo (in prima classe) per conoscerle.

A mio parere, perché una mostra d'arte sia tale e riscuota interesse più vasto di quello casalingo (cittadini e normali visitatori della città, che non portano benefici indotti di sorta) e abbia una risonanza tale da attirare, in virtù propria, dei visitatori, deve essere frutto di un disegno culturale di un certo impegno e di una adeguata preparazione, non necessariamente rivolta a grandi nomi. L'esempio di Bergamo e Brescia, con la valorizzazione degli artisti locali, è da seguire.
A Como, basta dare uno sguardo alla nostra storia (ovviamente si deve - da comasco - amare il nostro territorio) e scegliere quale tematica, con impegno, intelligenza e - forse- con minori costi finanziari, affrontare e proporre.

Mi creda cordialmente suo

Prof. Enrico Bernasconi

La Provincia del 29 giugno 2008

mercoledì 25 giugno 2008

A Dongo forse non sanno che......

Torino quest'anno è la città europea dell'albero.


Motivo d'orgoglio per noi, italiani tutti, perché sapere che una città italiana soddisfa standards europei in materia di verde urbano, non è, di questi tempi, in cui l'aggettivo urbano è associato prevalentemente al tema dei rifiuti più o meno solidi, notizia di poco conto.

Proprio Torino, sobria e splendida città pedemontana, è stata considerata dal Consiglio Europeo di Arboricoltura, EAC, cito testualmente: “tra le grandi realtà metropolitane italiane quella che più di ogni altra si distingue per avere il più alto standard urbanistico di superficie verde per abitante e per l'eccellenza delle sue aree verdi e alberate."

Pare proprio che sia così, a giudicare dai dati pubblicati sul sito del Comune di Torino, nelle pagine dedicate al Verde Pubblico, che ci dicono che la città vanta un patrimonio di 18.400.000 mq di aree verdi, 60.000 alberi lungo 300 km di strade alberate ed altri 100.000 in boschi collinari, parchi e giardini; 300.000 fiori ogni anno in aiuole, fioriere, sui ponti; 4 fiumi sulle cui sponde si sviluppano progetti di recupero e salvaguardia.

Non solo un enunciato quindi, ma una vera e propria attenzione e cura per il verde pubblico, a tutela di un patrimonio protetto e mantenuto nel corso dei decenni,quasi a farne una delle cifre della città, una grammatica del verde, ricca ed articolata, che, di certo, gli amministratori del Comune di Dongo non hanno mai aperto, perché altrimenti non avrebbero permesso una potatura come quella eseguita su alcuni alberi posti lungo la splendida pista ciclo-pedonale a lago, che qui sotto mostriamo.






lunedì 9 giugno 2008

VAS S. Anna: tutto fermo.

Tutto fermo nella VAS dell'Ospedale S. Anna: da quanto si apprende, pare che il Comune di Como abbia mutato orientamento sulla modifica dell'Accordo di Programma a suo tempo sottoscritto, che oggi verrebbe riconosciuta necessaria per procedere all'inversione delle percentuali pubblico/privato contenute nell'Accordo in questione. Nell'attesa, leggiamo sulla stampa (La Provincia del 7 giugno 2008), che per vendere il Sant’Anna Infrastrutture Lombarde percepirà una commissione come una normale agente immobiliare. Nella specie, circa 1 milione di euro. Ma il rappresentante presente alla riunione del 14 marzo 2008 non aveva detto che Infrastrutture era di fatto l'Ufficio Tecnico della Regione?

Risorse:

lunedì 26 maggio 2008

Piani dei cimiteri frazionali di Como: l'osservazione di Città Possibile

Con delibera n. 4 dell'11 febbraio 2008 il Consiglio Comunale ha adottato una variante allo strumento urbanistico al fine di recepire i contenuti del piano dei cimiteri frazionali di Albate, Breccia, Camerlata, Camnago Volta, Civiglio, Lora, Monte Olimpino e Rebbio, localizzare i relativi interventi di ampliamento e ridurre la zona di rispetto cimiteriale degli otto cimiteri frazionali. Città Possibile ha depositato la propria osservazione, opponendosi alla riduzione della fascia di rispetto cimiteriale, vuoi per ragioni di decoro e tranquillità dei luoghi, vuoi per opporsi alla sanatoria degli interventi abusivi realizzati in questi anni all'interno della fascia di rispetto.

Materiali:

lunedì 19 maggio 2008

Basta torri e grattacieli, meglio pensare al turismo. E al lago finalmente pulito

Fioriscono le proposte (verticali) in vista dell'Expo a Como. E Città Possibile lancia la sua proposta (orizzontale).

Fioriscono le proposte perché in vista dell'Expo 2015 Como "si alzi sui pedali e punti a un traguardo di assoluta eccellenza". Al tempo stesso, si ammonisce, nessun obiettivo sarà raggiunto se verrà lasciato spazio al Partito del No. Contagiati da questo ribollire di progettualità anche noi, come il Marinetti amante della velocità che estratto dal fossato per aver evitato due ciclisti è un uomo nuovo, vorremmo cambiare registro e iscriverci, senza indugi, al Partito del Sì. Perché se esiste un Partito del No, immaginiamo esista anche il suo contrario che per forza di cose deve essere quello che nell'ordine ha proposto: eliminare la stazione Nord a lago, realizzare al suo posto un grattacielo, collocare una piramide in piazza Cavour, togliere la fontana di Cattaneo e Radice da Camerlata per riposizionarla sempre a piazza Cavour. I fautori del Sì hanno le loro buone ragioni a temere che la festa dell'Expo possa essere guastata dai seguaci del No. Non vanno infatti dimenticate, tra le vittorie di questi, il no al Piano Regolatore da 1.000.000 di abitanti, il no alla cementificazione della Spina Verde, il no ad una Città Murata dove si poteva abbattere qualunque cosa si trovasse a più di venti metri dal Duomo, il no all'interramento del primo bacino fino alla diga foranea, pensato negli anni Sessanta per realizzare un grande parcheggio a raso. Accanto a questi esempi di No illustri, esistono No di cui ci si dimentica volentieri: come il No alla chiusura del centro storico al traffico, oggi inimmaginabile. Insomma: la realtà è sempre più complessa di quello che sembra e non basta creare un fronte avverso per dar ragione al proprio. Tuttavia, per non essere costretta - come affermava Brecht - a sedersi dalla parte del torto, visto che è probabile che a breve tutti gli altri posti saranno occupati, Città Possibile vorrebbe iscriversi al Partito del Sì. Avremmo anche una proposta. Orizzontale invece di verticale. Niente grattacieli, torri campanarie, funivie o piramidi varie, ma rendere balneabile il primo bacino. Con l'ovvia conseguenza di ripensare il rapporto con un lago che si chiama "di Como" ma che i comaschi usano poco. Accessi, scali, società sportive, noleggi, turismo, tutto da ridisegnare in vista di un utilizzo abituale, di un saldatura definitiva con un elemento, l'acqua, che ci viene descritto in negativo e da cui sembra non resti che difendersi interrando, erigendo, palificando, in un delirio operativo da cittadina olandese. Insomma, ci piacerebbe assomigliare a Perth, dove un giro in barca nella pausa pranzo o un bagno con i bambini la domenica pomeriggio non sono operazioni complesse che necessitano iscrizioni a club, tempo passato al telefono a verificare orari e disponibilità delle piscine pubbliche, con inevitabili pellegrinaggi finali verso la vicina Svizzera. La sfida dell'Expo è complessa come tutti i problemi umani, i quali presentano sempre una soluzione semplice. Come diceva Mencken, semplice, plausibile e generalmente sbagliata.

Lorenzo Spallino

Pubblicato su La Provincia del 17 maggio 2008

mercoledì 7 maggio 2008

Tgcom - Smog a Firenze, sindaco a processo

Tgcom - Smog a Firenze, sindaco a processo

Rinviato a giudizio il Sindaco di Firenze, per aver sforato il limite del PM1o per. Numero sforamenti nel 2006: 78. Numero sforamenti del 2006: 74. Ci fanno ridere, ci fanno: a Como abbiamo fatto molto meglio. 122 giorni oltre i valori nel 2005 e 107 nel 2006.

La fontana di periferia

Nell'ansia da prestazione verticale che affligge la città alle soglie dell'Expo, tra le proposte ^buttate lì^ c'è quella di riempire il ^vuoto^ di piazza Cavour con la fontana di Camerlata. A parte il fatto che magari a qualcuno il ^vuoto^ piace, nessuno ha pensato di sentire i periferici abitanti di Camerlata, che pure avranno tante colpe e brutture ma che ai loro simboli sono giustamente affezionati. Dopo l'ospedale, via anche la fontana. Tanto, si dice, è periferia ...
 
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