martedì 19 settembre 2006

Itinerari Urbani a Ferrara

L'Associazione ^Il corpo va in città^, in collaborazione con la Facoltà di Architettura dell'Università degli Studi di Ferrara organizza il Corso di Perfezionamento Itinerari Urbani. Il corso ha l’obiettivo di definire una professionalità capace di leggere i contesti, acquisire strumenti di ascolto utili ad orientare il proprio intervento, agire in rapporto alla situazione sociale di riferimento e attivare strategie partecipative. Il corso si rivolge a diplomati e laureati e propone contenuti appetibili a progettisti, ricercatori, operatori sociali ed educatori.

Sede del Corso
: Facoltà di Architettura di Ferrara, Via Quartieri, 8 44100 Ferrara.
Durata del Corso: Il corso si svolgerà nei week-end a partire dal 18 novembre 2006 fino al 22 aprile 2007 per un totale di 164 ore di lezioni frontali, affiancate da simulazioni di processi partecipativi in aula, visite a siti realizzati con metodologie partecipative, laboratori
esperienziali in ambiente urbano. La chiusura del corso è prevista nel mese di maggio 2007.
Maggiori dettagli: www.itinerariurbani.it e http://www.cittapossibilecomo.org/new.htm

mercoledì 13 settembre 2006

Le politiche del traffico e la salute dei cittadini

Nella discussione su piazza Cavour, da dietro le spalle degli intervistati fa capolino il famigerato parcheggio sotterraneo. Lontano parente del parcheggio a raso da realizzarsi attraverso l'interramento del lago fino alla diga foranea (anni '60), ci strizza l'occhio, il diavoletto, ben sapendo di contare sul politico di turno. Compare una volta in piazza Matteotti, una volta di fronte alla Funicolare, ogni tanto in piazza Cavour, a seconda degli umori di un'amministrazione totalmente assente sul piano progettuale. Duecento, 300, a volte anche 500 posti auto al servizio del centro: il lancio dell'assessore ai Lavori Pubblici, il (cauto) plauso del primo cittadino, il silenzio dell'assessore alla Viabilità, lasciano, di fatto, campo libero alle più disparate elucubrazioni, più o meno disinteressate. Ma il dubbio che uno straordinario attrattore di traffico possa aggravare l'insostenibile situazione ambientale della convalle, non viene a nessuno? Peccato: perché basta girare le pagine dello stesso quotidiano dell'8 settembre, per scoprire che "abbiamo" (e, davvero, per chi utilizza quotidianamente la bicicletta fa specie dover usare la prima persona plurale) superato del doppio il limite europeo sullo smog. Con un'espressione tra lo sconsolato e il rassegnato, il primario di pneumologia del Sant'Anna ci suggerisce di evitare strade trafficate e orari più caldi, soprattutto con i bambini. Ma due parole sul fatto che andrebbe eliminata la causa dell'inquinamento, e non gli inquinati, no? Veramente siamo medici, assessori, sindaci, avvocati, giornalisti e quant'altro ma non cittadini, non persone? Diciamo la verità: non soltanto c'è il dubbio che non esista alcuna politica di gestione del traffico a Como, ma che forse non esista neppure la volontà di approfondire quanto traffico e inquinamento siano connessi e che cosa si possa fare (e si fa) a questo proposito. Io so di nulla sapere, ammoniva Socrate. Affermare che i posti blu sono la risposta comasca ai problemi di inquinamento che Milano vuole gestire tramite il "road pricing", è cosa scientificamente errata, detta senza alcuna cognizione di causa ma tutto sommato innocua. Rifiutarsi di programmare il futuro della città definendo una scala di priorità e dicendo cosa si può fare e cosa non si può fare è (o dovrebbe essere) motivo di grave imbarazzo per un amministratore pubblico. La Biennale di Architettura ha messo al primo posto la città vivibile, sottolineando come il 75% dell'anidride carbonica del mondo si produca nelle città e come la qualità della vita urbana non possa rinunciare a un'architettura strumento di democrazia. Nulla di tutto questo attecchisce a Como, dove all'amministrazione non passa per la mente che, quando la gente chiede di essere più cauti nel rilasciare le autorizzazioni per le manifestazioni in piazza Cavour, forse non sta dicendo che la piazza piace così com'è, ma che è stufa di vedere quattro bancarelle con il formaggio stagionato (con tutto il rispetto per il formaggio). Avanti dunque con il parcheggio sublacuale: purché ci sia uno sponsor politico, la cosa si può fare. Ma se Como vanta tumori ai polmoni e affezioni alle vie respiratorie nettamente superiori alla media italiana, forse è il caso di rivedere le politiche ambientali di questa città. Ammesso che ce ne siano.
Lorenzo Spallino

Pubblicato su La Provincia del 12 agosto 2006

martedì 11 luglio 2006

Il Consiglio Comunale ha adottato il Piano d'Azione AG21 del Comune di Como

L’assessore D’Alessandro l’aveva detto ed è stato di parola : ha portato in Consiglio comunale il Piano d’Azione di Agenda 21 del comune di Como e ne ha proposto l’adozione. Dopo le polemiche suscitate, tra novembre e dicembre 2005, dall’affrettata scelta di otto Azioni fatta in solitario dalla Giunta senza il prioritario passaggio in Consiglio per l’adozione e dalle dimissioni del Dott. Bartesaghi dall’incarico di coordinatore e responsabile scientifico di Agenda 21 Como, sembrava che il processo si stesse fermando.L’assessore D’Alessandro aveva rinviato al mittente le accuse del Dott. Bartesaghi circa la “mancata volontà dell’amministrazione comunale (committente e principale finanziatore del Progetto, ma anche di buona parte di questa Città, di collaborare al Progetto con serietà e metodo (comunicazione, partecipazione, programmazione e azione)” difendendo l’operato della Giunta e in un incontro a gennaio 2006 aveva dichiarato la volontà di far ripartire il Forum.Da allora sono passati cinque mesi, ma dopo il necessario passaggio in commissione ( 23 maggio) , il 3 luglio il Piano è finalmente approdato in Consiglio, assenti il Sindaco, Dott. Bruni ed il Presidente del Forum, Dott. Villani. Assenti anche i numerosi Attori partecipanti al Forum peraltro giustificati perché non avvertiti da alcuna comunicazione. La proposta di delibera è semplice e chiede:
  1. Di adottare il Piano d’Azione di Agenda 21 del comune di Como
  2. Di prendere atto che gli interventi a medio e lungo periodo previsti dal Piano d’Azione saranno individuati e sviluppati sulla base di provvedimenti dei competenti organi comunali in collaborazione con gli Attori del forum interessati
  3. Di prendere atto che la Giunta Comunale ha programmato per l’anno 2006 la realizzazione delle azioni a breve periodo in premessa richiamate e che eventuali impegni di spesa verranno assunti con differenti provvedimenti .
La discussione si fa subito accesa: interviene per primo Mario Lucini, capogruppo della Margherita. Chiede all’assessore ragione del ritardo tra la presentazione del Piano ( 7 giugno 2005) e la sua adozione, denuncia che la giunta ha modificato unilateralmente un’azione in modo proprio non partecipato e dichiara l’indisponibilità del suo gruppo a votare il punto 3 sul quale presenta un emendamento firmato da tutta l’opposizione. L’Ing. Tajana concorda con quanto già detto dal suo capogruppo, elogia il lavoro fatto dai partecipanti ai gruppi di lavoro e si compiace che finalmente venga messa mano al risanamento della rete fognaria, anche se teme che i tempi per la loro realizzazione possano andare oltre l’anno in corso. Elisabetta Patelli (Verdi) a sua volta concorda con le critiche sul modo con cui la giunta ha gestito tutto il processo di AG 21, nota come il Piano sia debole soprattutto per quanto riguarda tempi, risorse e partneships, rileva la mancanza di coerenza tra il Piano d’Azione e la politica di centro-destra, considerazione questa, espressa anche dal consigliere Rinaldi( DS) che evidenzia come l’approccio partecipato e sostenibile di AG 21 alla gestione della città sia poco riscontrabile negli atti della Giunta. Critiche al Piano giungono dal consigliere Aiani (Lega) che ritiene che alcune Azioni siano in ritardo di sette anni, che in alcuni gruppi ci fossero delle persone incompetenti e che il Consiglio o la Giunta avrebbe dovuto proporre alcune azioni dimostrative volte al risparmio energetico, quali ad esempio un’installazione di pannelli solari sul tetto della parte nuova del municipio. Tocca all’assessore rispondere: sentendosi attaccato attacca a sua volta, tralascia di rispondere nel merito lasciando così la minoranza ferma nelle proprie convinzioni. La seduta viene sciolta ed aggiornata al lunedì successivo. Il 10 luglio il sindaco è presente così come è presente in mezzo all’aula consigliare, vero e proprio coup de théatre, il plastico del progetto Ticosa. Si percepisce subito che l’attenzione dei consiglieri è ormai spostata su altre questioni: la Ticosa appunto ed il Piano Attuativo in discussione al punto successivo dell’O.d.G. Si va così velocemente al voto, prima dell’emendamento Lucini che chiede di stralciare il punto 3 dalla delibera, respinto per 18 voti contro 13, poi della delibera d’adozione che passa all’unanimità. Il Sindaco, la Giunta e il Consiglio con questo atto hanno inserito le 67 Azioni del Piano nell’agenda politica della nostra città, dichiarando quindi di condividerle. Ora tutti gli attori, le parti sociali interessate e tutte le persone di buona volontà hanno uno strumento in più a sostegno delle loro richieste, nel caso la Giunta si dimenticasse delle altre 59 Azioni. Perché, non avremo mica scherzato vero?

mercoledì 28 giugno 2006

Chi dorme dove? Il caso del dormitorio pubblico di Como

Oggi a Como chi non ha un posto dove dormire, può trovare riparo da novembre a maggio fra le mura del dormitorio pubblico di via Tommaso Grossi. Si tratta dell'unica struttura gratuita di questo tipo disponibile in città. E' dato in gestione alla Lila, ed è aperto circa sei mesi l'anno durante il periodo invernale. Quest'anno è stato chiuso il 15 maggio. Qualche giorno prima della chiusura, il consigliere comunale Luigi Nessi ha depositato un'interrogazione comunale riguardo la possibilità di avere un dormitorio aperto tutto l'anno, con risposta negativa. Il 14 maggio l'associazione Incroci ha inviato una lettera a sindaco, dr. Stefano Bruni, e all'assessore di riferimento, dr. Paolo Mascetti, chiedendo la stessa cosa ma senza risposta. Il 10 giugno 2006 sono iniziate le raccolte firme: una rivolta al Comune in cui si chiede di creare un dormitorio permanente, l'altra, rivolta alla Provincia, è una proposta di delibera popolare in cui si chiede di attivare forme di concertazione tra i vari enti interessati per creare un dormitorio permanente. Attualmente siamo sulle 700 firme per la provincia. Per il comune la stima è attorno alle 400. E' di questi giorni la risposta data dall'assessore alla stampa: il dormitorio è per sua natura eccezionale e quindi può funzionare solo d'inverno, quando, per l'appunto, le condizioni meteo non permettono di dormire all'aperto.

Per firmare:
  • presso la mensa serale in via T.Grossi, 18 dalle 18.00 alle 20.30 (meglio se nei giorni di lunedì,mercoledì e venerdì)
  • presso iCoordinamento Comasco per la Pace -via Trieste 1 - Fino Mornasco;
  • presso il Centro Servizi per ilVolontariato - via San Martino 3 -Como.
Per leggere il testo della petizione e altre informazioni: www.incroci.org.

Per approfondire:

giovedì 22 giugno 2006

Il parco del San Martino: così lontano, così vicino.

Riceviamo dalla Associazione Iubilantes la notizia dell'iniziativa prevista per Giovedì 29 giugno 2006 al Parco dell'ex Ospedale Psichiatrico di Como, che volentieri diffondiamo.
IL PARCO DEL SAN MARTINO….. COSI’ LONTANO…COSI’ VICINO!
Percorso storico e naturalistico nel parco dell'ex Ospedale Psichiatrico S. Martino
APPUNTAMENTO: ingresso VIA CASTELNUOVO 1 (EX OPP)
ORARIO: 19.45 di Giovedì 29 giugno 2006
ENTI PROMOTORI: Associazione Iubilantes, Luoghi non Comuni, Società Ortofloricola Comense
OBIETTIVO: contribuire a diffondere la conoscenza e la tutela di questa sentinella verde della città per valutarne l’eventuale possibilità di fruizione da parte della cittadinanza, in particolare come polo di educazione ambientale al servizio dell’utenza giovanile.
EVENTO: in tempi diversi, attraverso un suggestivo percorso botanico, Tino Tajana dell’associazione Iubilantes ripercorrerà storicamente le funzioni fondamentali svolte dalle strutture che compongono la cittadella, Emilio Trabella della Società Ortofloricola Comense darà voce al parco,Vito Trombetta e Mauro Fogliaresi dell’associazione Luoghi non Comuni guideranno al Bosco delle Parole Dimenticate. Momenti musicali accompagneranno le tappe più significative della serata a ingresso libero. In caso di cattivo tempo, la serata sarà rinviata a data da destinarsi.
Per maggiori informazioni: Soc.Ortofloricola Comense tel.031.531705 – e-mail: info@ortofloricola.it; Associazione Iubilantes tel. 031.279684 - e-mail: iubilantes@iubilantes.it

mercoledì 21 giugno 2006

Il Cosia navigabile?

Conoscete “l’aria” , “mensile di informazione plurale della provincia di Como”? No? In effetti è ancora un po’ clandestina, la si tova poco nelle edicole ma di sicuro presso alcuni punti quali Garabombo, l’Arci, le Acli e le sedi di varie cooperative del comasco. Come detto dagli stessi promotori, l’aria non è un giornale normale , ma piuttosto un contenitore di pubblicazioni aventi diversa periodicità. Tra queste ecoinformazionicomo, già noto settimanale, ora mensile. Proprio questa testata nel numero di maggio ha sviluppato il tema “la città naturale”, tema particolarmente caro ad associazioni come lacittà possibile che fanno della qualità del vivere urbano una delle cifre del loro agire. Un numero prezioso, da conservare e consultare, non solo perché c’è l’intervento di Marco Castiglioni che a nome del gruppo PVC descrive i luoghi ed il progetto del Parco della Valle del Cosia, ma anche per “tutti gli alberi della città” l’elenco, un vero e proprio censimento, che Andrea Rosso fa dei nostri poco conosciuti compagni di vita urbana. Lascio alla vostra curiosità scoprire gli altri interventi, ma su uno ancora vorrei soffermarmi: quello di Marco Lorenzini , che in “Naturalità artificiale”, traccia l’evoluzione dell’uso del verde in città. Egli conclude il suo pezzo chiedendosi: “c’è a Como una classe politica coraggiosa e illuminata ..capace di far proprio il desiderio di cambiamento, una classe politica capace di una visione chiara e traducibile in orrizzonti che tutti possiamo immaginare, per esempio una Como città d’acqua con il Cosia navigabile, una città modellata sui bisogni della Spina Verde e del lago…”. Penso che Lorenzini si sia permesso una licenza poetica , perché ovviamente il Cosia essendo un torrente non è mai stato né potrà mai essere navigabile.Quanto alla nostra classe politica, mi augurerei che fosse prima di tutto realista, senza particolare immaginazione ma con ferma volontà di mettere in atto, a proposito di acque, il risanamento del Cosia,Fiume Aperto, Breggia e lago, come prescritto da ormai imprescindibili direttive europee.Uno studio effettuato dall’ARPA di Como nel 2004 descrive lo stato di qualità ambientale del Cosia: lungo i suoi 13 Km questo indice passa da buono, appena sopra Tavernerio, a sufficiente, lungo il suo tratto scoperto in città, fino a diventare pessimo nel tratto coperto e alla sua foce. Prima di “un camminamento sui tetti che formi un disegno visto dal cielo”.. come auspica Lorenzini, sarebbe opportuno che si mettesse mano al disegno delle reti fognarie , si completasse l'allacciamento dell'utenza non collettata (13,4% ) e la divisione delle fognature non separate (26,1%), in altre parole che si curasse maggiormente la città sotterranea che, raccoglie così tanta parte di noi.

sabato 3 giugno 2006

Una Como presbite tra alimbicchi e tralicci

Scrive un lettore della Provincia al direttore: "Mille firme per il cedro. Una dozzina i sottoscrittori al comitato per la solidarietà a Rumesh. Ma che razza di città è mai questa?". Già, che razza di città è? Il cedro, malato o sano che sia, appartiene all'iconografia di questa città: come la resta, la messa in Duomo il giorno di Natale, il Tasell, le suore dell'Ospedale Valduce. Rumesh no. Nell'immaginario comasco Rumesh appartiene a un mondo fatto di persone diverse, che parlano una lingua che non è la nostra, un mondo di titoli a piena pagina su pistole, inseguimenti e pattuglie anti-writers. Un mondo ben poco rassicurante, che come tutti i mondi "altri" esige un approccio non usuale, pena l'indecifrabilità. Ovvio che i comaschi, verdi o meno, si mobilitino per il cedro mentre il comitato per Rumesh stenta a decollare, pur proponendosi di raccogliere una somma ridicola rispetto ai costi che questa città si prepara a sopportare per la Notte Bianca. Tutta qui, la spiegazione? Tutta qui, Como? Difficile dirlo: quello che è certo è che la risposta, se è questa, non soddisfa. C'è, in realtà, una Como presbite, che non legge o non legge più, per gesto o abitudine, la quotidiana aggressione alla delicata imperfezione del paesaggio urbano, carattere durevole della città europea. Una Como indifferente alle somma delle piccole mutilazioni che le vengono di volta in volta imposte in successione solo apparentemente casuale, ogni volta limando la soglia dell'attenzione dei cittadini al bello e, per l'effetto, la pienezza della cittadinanza di cui vanno così fieri. C'è una città che vede il cedro, e c'è una città che non vede i tralicci delle Ferrovie Nord, insolentemente piazzati sul cannocchiale tra la Casa del Fascio e l'abside del Duomo. C'è una città che combatte per l'ippocastano, e c'è una città che nulla dice sul fatto che da due anni l'intorno del Monumento ai Caduti si presenta agli occhi dei visitatori come la più disastrata area di cantiere e non come il contorno di un monumento famoso in tutto il mondo, priva com'è dei cipressi che Terragni voleva segnassero fisicamente un'area dedicata al raccoglimento. Per migliaia di anni si sono realizzati monumenti all'ingresso delle città in modo che il visitatore fosse simbolicamente introdotto alla cifra della comunità: oggi chi arriva a Como dall'autostrada riceve il benvenuto da un enorme alambicco. A ricordare i fasti della Como birraiola? Tutto questo sarà legittimo, ma c'è da chiedersi se sia anche opportuno. L'estetica di questa città sta cambiando: chi è preposto alla sua forma evidentemente non se ne preoccupa, ed anzi incoraggia questi mutamenti. L'importante è che siano a "costo zero" e che in cambio, magari, si tenga l'erba bassa e si sostituisca qualche fiore. Erba bassa e fiori: la perfezione di fronte a Villa Olmo in occasione della mostra di Magritte, la vergogna delle aree verdi in periferia per 365 giorni l'anno. Mille firme per il cedro, poco o niente per Rumesh. Insistere nel negare, nei fatti, che anche un ragazzo cingalese faccia parte di questa città, prefigura per Como quello che Calvino scrisse per Maurilia, dove le cartoline della vecchia città non rappresentavano Maurilia com'era, ma un'altra città, che solo per caso si chiamava come questa.
Lorenzo Spallino
Pubblicato su La Provincia, edizione di Como, del 2 giugno 2006

giovedì 1 giugno 2006

Spazio ai giovani

Una bella pretesa
I giovani non hanno spazi. Hanno asili, hanno scuole, hanno discoteche suvvia che cosa vogliono di più? Quali e quanti altri spazi pretendono? E per farne cosa? Luoghi ove depositare macerie di istruzione? Antri dove nascondere vecchi vizi? Perimetri nei quali rinchiudere eterne immondizie? Volumi vuoti pieni di cioè? Niente di personale – s’intende – ma i cosiddetti “Spazi giovanili” non sono un gran modello di efficienza, di concretezza o di elaborazione cultural-sociale. Sono spazi e questo – si suppone – basta sia a chi li chiede sia a chi li dà. Ai giovani è sufficiente averli e agli adulti (dopo infinite tiritere) concederli serve per dimostrare apertura (mentale), capacità d’intenti, senso democratico, spirito di novità e attenzione. Balle! I giovani vogliono spazi dagli adulti (e massimamente dagli amministratori pubblici) per una questione di principio (generazionale, si potrebbe dire) e senza mai presentare un vero “progetto” d’uso: troppo impegnativo elaborare qualcosa che poi – prima o dopo – si dovrà mantenere. “Vogliamo fare musica” dicono anche se nessuno veramente sa suonare oppure: “Vogliamo esprimere la nostra creatività” o anche: “Per relazionarci fuori dagli schemi consueti” sono “concetti” che stanno alla base di molte richieste. Si capisce che la sostanza non è quella; che la domanda non è genuina; che la pretesa è un’altra e procede da quella vecchia concezione del rapporto tra cittadino (giovane) e la (vecchia) pubblica amministrazione: pretendere. Lo spazio concesso per meriti d’età non deve essere un diritto e soprattutto non deve diventare uno spreco perché costa e perché, distribuendolo a casaccio o sotto la spinta di una situazione contingente, diventa uno spreco. Magari potrebbe essere – e meglio – destinato ad altri. La violenza delle richieste (vogliamo!) e la demagogia delle risposte (ecco… figlioli) rivelano un rapporto sterile, diseducativo, inutile. Del resto, se ci fosse veramente un bisogno (per suonare, dipingere, cantare, ballare…) un giovane intelligente lo spazio lo trova da sé; se ci fosse una politica intelligente gli spazi esisterebbero numerosi e già da tempo occupati. Ma queste due “intelligenze” non fanno parte della stessa linea e il cerchio – purtroppo non si chiude.
di Gerardo Monizza
:: da comoin-azione

martedì 23 maggio 2006

Un tratto di riva in cambio di una piscina

Pubblichiamo dal sito Salviamo le rive di Blevio.
Un tratto di riva in cambio di una piscina. Si vuole vendere un pezzo di territorio di grande valore paesaggistico e culturale per ottenere in cambio una attrezzatura di scarso valore, da inserire in un parco storico che verrebbe a sua volta gravemente danneggiato. Con una sola operazione si perderebbero due beni preziosi, pretendendo di trarne un beneficio per la comunità. L'Amministrazione Comunale di Blevio (Como) ha avviato la procedura di una Variante di PRUG (LR 23/1997 e LR 12/2005, art.25) denominata Piano Attuativo Compendio Villa Belvedere. Il proprietario è Achille Locatelli; i progettisti sono l’architetto Marco Gerosa ed il geometra Massimo Colombo. La Variante è stata adottata dal Consiglio Comunale il 12 aprile 2006. Le operazioni previste dalla Variante/Piano Attuativo sono tre:
  1. Incremento volumetrico della Villa Belvedere di 550 mc circa ovvero il 10% del volume esistente;
  2. Vendita della spiaggetta Belvedere col suo percorso di accesso previa cambio di destinazione urbanistica;
  3. Costruzione di un “lido” con piscina (”comunale”) come compensazione (pagamento) per l’acquisizione del terreno pubblico, come previsto da apposita convenzione; stima dell’intervento € 850.000.
Continua su Salviamo le rive di Blevio >>

giovedì 18 maggio 2006

Comitato di solidarietà a Rumesh

E’ stato uno degli avvenimenti più dolorosi degli ultimi mesi a Como. Un evento che non solo ha rischiato di spezzare la vita di un giovane immigrato che si stava inserendo nella nostra comunità, ma che ha certamente aperto una ferita profonda nel tessuto sociale della comunità comasca. Quanto è successo è noto a tutti. La sera del 29 marzo Rumesh Rajgama Acharige (questo il suo nome completo) è stato raggiunto alla testa da un colpo di pistola sparato da un agente del nucleo sicurezza della polizia locale di Como. Al di là delle responsabilità e delle interpretazioni su quanto accaduto, aspetti che competono alla magistratura, alle istituzioni, alla discussione politica e nella società civile, ci siamo posti innanzitutto il problema di aiutare Rumesh e la sua famiglia. Da qui è nata l’idea di dar vita a qualcosa di concreto che è poi sfociata in un Comitato. Il “Comitato per la solidarietà a Rumesh”, appunto, che ora è realtà. E’ nato, si è validamente costituito ed ha la propria sede in via Italia Libera 23. Ne fanno parte CGIL, CISL, UIL, ACLI e CARITAS oltre a alcuni privati cittadini tra cui la sorella di Rumesh, Malka. Scopo esclusivo del Comitato, che non ha fini di lucro, ed è aperto alla raccolta di adesioni, è promuovere una pubblica raccolta di fondi a favore di Rumesh e della sua famiglia, offrendo loro la possibilità di una vita dignitosa e la disponibilità economica per affrontare i bisogni di cura e riabilitazione conseguenti al ferimento. Proprio per dare un carattere di concretezza a questa iniziativa il comitato si è posto fin d’ora un obiettivo ben preciso: quello di raccogliere 25mila euro entro la fine del 2006. Si tratta di una somma considerevole ma certamente alla portata di una realtà come quella lariana che - anche contribuendo a questa iniziativa - può dar forma concreta a quella sensibilità e a quella generosità che i cittadini comaschi hanno dimostrato tante volte, in passato, di possedere.

COME SI PUO’ CONTRIBUIRE?

Aiutare Rumesh e la sua famiglia è semplice. Si può:
  • fare un versamento sul conto corrente presso la banca S. Paolo, filiale di Como, via Milano 178, intestato al “Comitato per la solidarietà a Rumesh”, coordinate bancarie n. 01025 10902 100000004058;
  • oppure rivolgersi alle sedi provinciali di CGIL, CISL, UIL, ACLI, CARITAS.
Naturalmente l’entità e l’uso dei fondi raccolti, verrà dettagliatamente rendicontato e reso pubblico e sarà soggetto alle norme di legge che presiedono alla raccolta pubblica di fondi per garantire assoluta serietà e trasparenza dell’iniziativa. Ora tocca ai comaschi vincere questa gara di solidarietà.
 
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