mercoledì 18 gennaio 2006

Ha ragione Libeskind

Liberiamo la città dagli impedimenti visivi che ci vietano di vivere una esperienza completa … della città. Oltre che in piazza Verdi ce ne sono diversi ed ingombranti nella zona a lago, attorno a Villa Olmo, Villa Gallia e qualcuno, pochi in verità, nelle aree del centro. Per fortuna qualche impedimento visivo è già stato eliminato, come quelli attorno alle opere del Terragni ( un grande cedro davanti alla scuola materna Santelia e dal perimetro del Monumento ai Caduti ). Ora queste belle opere consentono un’esperienza completa. L’esperienza (leggere sospirando) sarà ancora più intensa se queste aree saranno gestite dalla Csu, come gestisce i parcheggi di piazza Volta e via Auguadri (basta sospirare). Tolti gli impedimenti visivi, anche a Como ci starebbero bene qualche torre di Libeskind, come quelle gemelle di New York o quelle approvate per Milano. Se un qualunque psicanalista legge, mi potrebbe fornire una interpretazione dell’idea fissa di fare torri di Libeskind ? A coppie e contorte per di più !
Se si pensa di togliere il cedro e quei pochi giardinetti dalla piazza almeno si cambi il nome del musicista a cui è intitolata . Rossini, Toscanini, chi volete, ma non Verdi ! Oltre al danno anche la beffa direi di no. Come direbbe Totò, caro dr. architetto Libeskind ed estimatori, “ ma ci faccia il piacere”.

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