venerdì 9 dicembre 2005

E poi dicono dei writers

Qualche giorno fa ho visto un servizio su ETV
dove si parlava, scandalizzati, di interventi di
writers + discarichers sotto il nuovo viadotto-grande opera canturina-oltrecolle.
A lato alcune immagini di quello che ho trovato io questa primavera, cioè più di un anno dopo il regolare collaudo dell'opera la quale, in un fantomatico studio di verifica di impatto ambientale prevedeva interventi a verde di mitigazione. Oltre a quelli non sono state realizzate le minime opere di sistemazione delle rive dopo gli scavi di sbancamento, per non parlare di opere di ripristino-ricucitura della strada preesistente (valmulini sud) o di messa in sicurezza dei punti pericolosi (vedi parapetti sul fiumeaperto con provvisori new jersey in plastica. A parte il fatto che viene da chiedersi se queste opere sono state pagate, viene da affermare: ben vengano i writers.
good bye
marco c.

8 commenti:

Alberto Bracchi ha detto...

vai cobra! è solo l'inizio!

andrea.longoni ha detto...

ciao a tutti

mi inserisco in medias res ? si dice così ?

ho un'idea fissa per una pista ciclabile nella val mulini !

La sola via di uscita da como che presenta spazi e pendenze idonee ad una pista ciclabile .

Dalle caserme sarebbe possibile raggiungere alcune tra le scuole, le stazioni e altri punti nevralgici della periferia comasca.

Eventuali raccordi tra albate e lora (la vecchia polveriera) o tra il bassone e cantù completano il quadro.

Cose già dette ??

Lorenzo Spallino ha detto...

Ciao Andrea: bella l'idea della pista ciclabile nella Val Mulini, bella l'idea della connessione dolce dei luoghi della ^periferia^. Che poi sia ^vecchia^ non solo: l'importante è che sia bella. Alberto Bracchi sa di un (vecchio, ma bello) progetto di greenway ciclabile dalla Svizzera sino alle porte di Milano, proprio attraverso la valle del Cosia. I raccordi tra la polveriera di Albate sono poi lì da vedere: non so se è ancora così, ma io stesso andavo in mountain bike fino al Grillo passando da Albate. Chissà se è ancora così.

andrea.longoni ha detto...

in sostanza esiste un progetto che prevede l'ipotesi di ingresso dalla via leoni (piazza della caserma) .. oggi strada privata .. e "sbuca" sotto il ponte della bretella (vedi rottamaio) ??
scusate non ricordo la definizione dell'incrocio sotto l'ospedale ?

Il passaggio di albate è aperto e idoneo alle MTB, io immagino qualcosa di non sportivo, un vero percorso alternativo per le biciclette in genere. Non "dirt".

Al collegamento con la svizzera .. non mi piace il cioccolato

Marco Castiglioni ha detto...

Cose gia dette?
In parte da alcuni una ciclo sino al mitizzatissimo autosilo della valmulini; da altri una cicloped sino alla via per muggio-monte goj-val basca e, sull'altro versante spinaverde (vedasi azioni AG21 n° N4); da altri sino alla canturina e poi..... verso sud (vedasi prima foto blog).
Sicuramente cose mai dette abbastanza e soprattutto mai condivise ed arricchite della sensibilita'di tutti coloro che, passatemi il termine, le sentono.
Non so come dire, ma fa piacere non sentirsi soli, soprattutto trovare affinità e grande chiarezza di insieme, non solo nei soliti quattro archietti-urbanisti-ecologi-biologi e/o pseudo-pre-post-ambientalisti quali nel bene e nel male simo noi, che ci ritroviamo intorno a citt.poss.
Insomma il cerchio si allarga; traviamo il modo di tenerci in contatto.
a questo punto
buona serata
marco c. (il cobra di cui sopra)

Marco Castiglioni ha detto...

scusate non avevo visto l'ultimo messaggio (avevoiniziato a scrivere -sigh- questa mattina.
l'uscita verso albate va ricotruita-inventata primadel rottamaio zona sotto la associazione cometa. Cesarina
-se ci sei batti un colpo- l'ha percorsa questa pimavera.
in effetti il nodo del rutamat è critico e va approfondito, prevedendo anche interventi impegnativi, ma poi verso la caturina (scuole-centro sportivo piscine e bassone) il gioco è -quasi- fatto.
cero che se in nostri ing. prevedessero rotonde adeguate,invece di dimenticarsi antichi tracciati "per strada".
Insomma, maldestramente, viene da dire: progress is not work but work is progress!?!
per concludere: l'importanza l'hai ben espressa tu -andrea-: tracciati dolci in sede propria o semipropria per uscire dalla "conca".
Vale la pena di investirci qualche energia residua.

per i miei soci: le azioni -tutte-di AG 21 saranno on line??????

e ora
basta!!!
good night
m.

andrea.longoni ha detto...

come evidenziate è un problema di comunicazione (tanto per cambiare)

io ho solo messo insieme alcune idee uscite in ambito di associazioni ciclistiche sportive (e ce ne sarebbero parecchie), da progetti fatti da studenti (dai geometri all'università), discorsi di politici locali (generici sul ciclo) e qualche ricordo di "vecchi" sentieri.
Tolti politici e sentieri, una base "sensibile" con cui comunicare ci sarebbe..
Vedrò di aggregarmi alla prima possibile per avere un'idea della realtà palustre (Voi come galleggiate nel mondo delle cose impossibili).

Marco Castiglioni ha detto...

a stento
m.c.

 
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