venerdì 16 dicembre 2005

Agenda 21: un "processo" o un pacco natalizio?

Il Piano d’Azione di Ag.21 Como viene presentato il 7 giugno 2005. Costituisce uno degli esiti intermedi di un processo, a cui partecipano gli attori rappresentativi della comunità locale (liberi cittadini, associazioni, enti di ricerca…). Contiene 66 azioni strategiche per la sostenibilità del territorio. Sei mesi dopo, la Giunta comunica di volere realizzare 8 delle 66 azioni. Una scelta fatta in perfetta solitudine ma “sulla base di precisi criteri”, come puntualizza, enumerandoli, l’Assessore all’Ambiente D’Alessandro. Qualcosa però non mi torna. Decido di cercare quali passaggi formali fossero previsti dopo la presentazione del Piano. Perché Ag.21 è un processo che il Comune gestisce in autonomia, ma facendo riferimento a precise linee guida, elaborate a livello nazionale e riprese da regolamenti attuativi comunali. Sul sito del Comune è on line un’intera biblioteca: centinaia di pagine di testi e documenti. Fortunatamente, l’Amministrazione ha incaricato un esperto di sintetizzare le strategie da attuare dopo il 7 giugno. Le centinaia di pagine si riducono a tre punti:
  1. Approvazione del Piano d’Azione nel suo complesso da parte dell’Amministrazione Comunale
  2. Valutazione e verifica delle priorità da parte dell’Amministrazione e degli altri attori coinvolti
  3. Programma di implementazione con scadenze periodiche di monitoraggio

In sei mesi la Giunta non ha trovato il tempo di condividere la scelta di priorità e criteri con nessuno degli attori coinvolti, riprendendosi in un sol colpo le proprie prerogative. Questa è proprio la prassi consolidata, che Ag. 21 metodologicamente vuole scardinare. Apro a caso uno dei documenti della biblioteca: le Linee Guida Anpa. I passaggi successivi alla presentazione del Piano sono descritti nel paragrafo 8 (“Dalle parole ai fatti”). Una breve citazione:

il rischio che dopo il 'bagno di folla' che precede l’adozione del Piano da parte dell’Autorità locale, si manifesti una tendenza a ricondurre all’interno dell’Amministrazione la fase gestionale è tutt’altro che remoto (la logica del ‘non disturbare il manovratore’ è ancora ampiamente radicata).” (pag.153)

Ma scorrendo l’intero documento, una frase ritorna incessantemente: Ag.21 è un processo e non un prodotto (o un pacco dono) confezionato (per Natale).

2 commenti:

andrea.longoni ha detto...

Agenda 21 .. per me risulta difficile capire bene.
Non sono in grado di formare un quadro della situazione (chi cosa come perchè).
Non su agenda 21 ma sulla realtà locale della gestione delle tematiche elencate come vostro ambito di interesse.
Spiego meglio.. la città possibile è il primo esempio di "aggancio" (con le tematiche) che mi è capitato di intercettare. E poi come funziona?
Ho provato a leggere i vostri link ma non trovo una schematizzazione dell'esistente (il resto + voi)..
Dal vertice fino alla base, com'è fatta la realtà??
Avrei troppe domande per poterle scrivere e pretendere risposte.
Innanzitutto perchè iscriversi alla città possibile? Cosa c'è oltre? (sopra, sotto, accanto).
Ho cercato male e capito poco??
Un'idea l'ho formata, non sufficientemente chiara.
E' consentito fare di queste considerazioni (il ruolo dell'estraneo) nel blog?

Lorenzo Spallino ha detto...

Belle domande ... come responsabile del sito, lascio la risposta a chi ha partecipato ai lavori (senza però lasciare traccia nel sito medesimo). Quanto al ruolo: è consentito, è consentito. Anzi è gradito.

 
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